Il lancio della missione Artemis II, inizialmente previsto per il 9 febbraio, è stato posticipato. La NASA ha deciso di rimandare la partenza dopo aver effettuato una serie di verifiche tecniche che hanno evidenziato alcune criticità. L’amministratore dell’agenzia Jared Isaacman ha fatto sapere che durante i test pre-lancio “i team hanno fronteggiato una perdita di idrogeno liquido a un’interfaccia dello stadio centrale durante le operazioni di rifornimento che ha richiesto pause per riscaldare l’hardware e regolare il flusso del propellente.
incidenti di percorso
Tutti i serbatoi dello stadio centrale e dello stadio criogenico di propulsione intermedio sono stati riempiti con successo e i team hanno condotto un conto alla rovescia finale fino a circa T-5 minuti, prima che il sequenziatore di lancio di terra interrompesse le operazioni a causa di un aumento del tasso di perdita. Gli altri fattori hanno fatto fallire i test sono: lavori prolungati di chiusura di Orion e interruzioni intermittenti dell’audio di terra”.
Anomalie che, pur non avendo causato danni immediati, hanno spinto l’agenzia spaziale statunitense a fermarsi per ulteriori accertamenti. La decisione riflette l’approccio di massima prudenza adottato dalla NASA nei confronti di un sistema estremamente complesso e costoso. Il razzo SLS usato per Artemis II ha un costo che supera i due miliardi di dollari. L’amministratore della NASA ha ribadito che la sicurezza dei velivoli e degli astronauti resta la priorità assoluta, sottolineando come il lancio avverrà solo quando tutti i parametri saranno considerati pienamente affidabili.

Artemis II rappresenta una tappa fondamentale: sarà la prima missione con equipaggio del programma e porterà quattro astronauti in orbita attorno alla Luna, senza atterraggio. Il volo servirà a testare in condizioni reali i sistemi di supporto vitale, la navigazione, le comunicazioni e il rientro ad alta velocità sulla Terra. Un passaggio obbligato prima di puntare di nuovo alla superficie lunare, anche se, ancora una volta, con tempi che si allungano.
Le finestre di lancio
Le finestre di lancio della missione Artemis II non dipendono da scelte arbitrarie, ma da un complesso equilibrio di fattori. Il decollo deve avvenire quando la geometria Terra-Luna permette alla capsula Orion di inserirsi correttamente nella traiettoria translunare e, allo stesso tempo, di rientrare in sicurezza sfruttando la gravità lunare, senza manovre aggiuntive. Inoltre, la finestra di lancio deve garantire che Orion non resti al buio per più 90 minuti consecutivi.
Queste condizioni si presentano solo in periodi limitati, circa una settimana al mese.
Dopo le anomalie emerse durante le prove di rifornimento, la NASA ha chiuso la finestra di febbraio, inizialmente fissata dal 6 all’11 del mese, facendo slittare il lancio a marzo. In quel periodo sono previste cinque possibili date, tutte con finestre di circa due ore e con partenze serali. In caso di ulteriori rinvii, nuove opportunità sono già state individuate anche nel mese di aprile.