Gli Stati Uniti acquisteranno parte della Groenlandia nel 2026? Quale sarà il prossimo Paese a essere bombardato da Donald Trump? Non sono semplici domande, ma scommesse geopolitiche che stanno dilagando su Polymarket, piattaforma di “prediction market” dove gli utenti giocano d’azzardo su guerre, cambi politici e crisi.
Come funziona
Il sito si basa sulla logica delle scommesse tradizionali, utilizzando le criptovalute Usdc, ancorate al dollaro. Se di solito le mosse ludopatiche hanno come oggetto le partite di calcio o vittorie di costume, Polymarket permette alle persone di comprare e vendere azioni speculando su eventi futuri che si potrebbero verificare in ambito politico. Proprio come nelle scommesse comuni ci sono opzioni su cui puntare e remunerazioni in base alla probabilità dell’accaduto. Il tutto mantenendo l’anonimato dei scommettitori e con pagamenti in stablecoin non tracciabili.

Si va dalla guerra in Ucraina al futuro del Venezuela, da chi vincerà le prossime elezioni politiche negli Stati Uniti ai possibili nomi presenti nei files di Epstein. Per esempio, alla domanda “quale sarà il prossimo Paese ad essere colpito da un bombardamento americano?”, l’85% degli utenti ha puntato sulla Somalia e il 6% sulla Siria.
Il caso del Venezuela
Polymarket è attivo da poco più di un anno, ma ha avuto un boom di utenti durante il primo mese del 2026. Tra giovedì 29 e venerdì 30 gennaio, sono aumentate esponenzialmente le puntate su Kevin Warsh, candidato per la nomina a presidente della Federal Reserve. Così è stato e sul suo nome sono girati volumi di scommesse per 385 milioni di dollari. Il caso più eclatante è avvenuto poco prima del blitz americano in Venezuela e la successiva caduta del regime di Nicolas Maduro. Sul sito erano dilagate scommesse su quando l’evento sarebbe accaduto. Sono stati attivati contratti da 10,5 milioni di dollari sull’ipotesi dell’intervento americano, con premi al sì: 4,2 centesimi di dollari se lo scenario si verifica entro il 31 gennaio, 12 centesimi di dollari entro il 31 marzo e 24 centesimi di dollari entro il 31 dicembre 2026. Ma c’è chi è riuscito a essere ancora più preciso. Un utente del sito aveva scommesso 32 mila dollari sull’espulsione di Maduro per il 2 gennaio. Una puntata vinta, forse per semplice fortuna o per un’infiltrazione, che ha fatto vincere 400 mila dollari all’anonimo scommettitore.
La mano di Trump
La coincidenza è stata vista come un “insider trading” e ha portato molte persone a pensare a un possibile collegamento della piattaforma con Trump. Da quando è alla Casa Bianca, il tycoon è entrato nelle più grandi piattaforme di scommesse online. I dubbi aumentano proprio se si guarda più a fondo tra i nomi portanti del sito. Risultano esserci l’investitore Jeffrey Sprecher, ceo di Intercontinental Exchange e a capo della Nyse di New York, e Donald Trump Jr. Il figlio del tycoon parteciperebbe con un fondo di investimento, chiamato 1789 Capital, che ha lo scopo di rilanciare le eccellenze statunitensi con il “capitalismo patriottico”. Inoltre, il piccolo Trump sarebbe diventato membro del consiglio consultivo di Polymarket. Si intensificano quindi le ombre sul sistema di scommesse, che non potrebbe essere così preciso senza avere un infiltrato.

Il sito del tycoon
L’azione di Trump Jr non si ferma a Polymarket. In concomitanza con l’insediamento del padre a 47esimo presidente degli Stati Uniti, era diventato consulente strategico di Kalshi, concorrente di Polymarket. Il meccanismo è lo stesso: scommettere su eventi politici, in cui il tycoon è spesso il protagonista data la sua rilevanza mondiale. Inoltre, proprio Trump ha parlato apertamente di queste piattaforme, affermando la sua volontà di lanciare il progetto «Truth Predict», nome che riprende il social creato da lui stesso e che avrebbe lo stesso obiettivo di Polymarket e Kalshi.
Due episodi sospetti
Le critiche alla piattaforma non arrivano solo dal possibile coinvolgimento interno dei Trump, ma anche dalla fuga di notizie e dalla diffusione di fake news. Un caso simbolo è stata l’elezione di Maria Corina Machado, politica venezuelana avversaria di Maduro, come nome per il premio Nobel per la pace. Un’ipotesi che ha visto un aumento esponenziale di puntate solo poche ore prima che fosse effettivamente eletta, ma che il comitato del Nobel pensa sia trapelata illegalmente. Inizialmente l’assegnazione del premio a Machado era quotata al 3,5%, ma poco prima della nomina è arrivata a 73,5%. Un altro episodio, invece, ha avuto come protagonista la caduta della città ucraina Myrnohrad. Una vicenda mai avvenuta, ma puntata da vari account che sono riusciti a incassare circa 1 milione e mezzo di dollari tramite la manipolazione di una mappa dl think tank americano Institute for the Study of War.