L’addio di Vannacci alla Lega: il generale punta al 4%

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Nella Lega c’è dispiacere e una certa irritazione per un ormai ex vicesegretario che «ha preferito costruire un altro partito, dove non porterà sostanzialmente nessuno e quindi mi dispiace», come ha dichiarato Salvini ospite di Bruno Vespa a Cinque minuti. Nei giorni dopo l’addio di Vannacci, ufficializzato la sera di lunedì 2 febbraio dopo l’ultimo colloquio con Matteo Salvini, sono molti i dubbi sul futuro del nuovo partito.

Il peso elettorale del nuovo partito

Secondo YouTrend per SkyTg24, la nuova forza politica del generale avrebbe il 4,2% dei voti, arrivando poco al di sopra della soglia di sbarramento. Futuro nazionale toglierebbe più voti a Fratelli d’Italia, da cui prenderebbe l’1,1%, facendo scendere il partito al di sotto del 30%. Anche la Lega perderebbe voti, quasi l’1%, passando dall’8% al 7%.

Nel complesso meno della metà dei suoi elettori arriverebbe dagli ex alleati della coalizione di centrodestra. Una piccola parte, il 13,5%, dagli astenuti. Molti però proverrebbero da altre forze sovraniste extraparlamentari come Italia Sovrana e Popolare e Alternativa Popolare.

Il sondaggio realizzato da YouTrend per SkyTg24
Il sondaggio realizzato da YouTrend per SkyTg24
Il futuro del centrodestra

La prima occasione per testare il peso elettorale di Vannacci potrebbero essere le elezioni comunali di Roma e Milano.  Correndo da solo il generale danneggerebbe il centrodestra, togliendo alla coalizione consensi preziosi e avvantaggiando invece il centrosinistra.

Anche tra i militanti della Lega la scissione potrebbe avere delle conseguenze. In particolare sul suo peso alla Camera e al Senato. Alcuni infatti potrebbero seguire il generale. In particolare tre parlamentari molto vicini a Vannacci: Domenico Furgiuele, Rossano Sasso ed Edoardo Ziello. Se dovesse succedere il suo nuovo partito potrebbe già contare su una presenza in Parlamento.

Le prime difficoltà

La percentuale di voti che il generale potrebbe ottenere non è l’unica incognita per il futuro del partito. A cominciare dal nome Futuro Nazionale che, come rivelato da Open, è già stato registrato nel 2011 da un consigliere regionale abruzzese del Movimento 5 Stelle, morto nel 2020.

Anche il marchio è stato contestato. La grafica sarebbe troppo simile a quello di Nazione Futura. «Vannacci ha lanciato un partito o un movimento che ha il nome assolutamente uguale al nostro e un logo anch’esso simile al nostro. Ci faremo valere nelle sedi competenti». Lo ha annunciato Francesco Giubilei, il fondatore di Nazione Futura.

Chiara Brunello

Sono laureata in comunicazione, media e pubblicità all'Università Iulm. Mi interesso di cronaca nera, politica interna ed estera.

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