Il nuovo pacchetto sicurezza tra zone rosse e lo scudo penale per gli agenti

Arriverà giovedì 5 febbraio al Consiglio dei Ministri il nuovo pacchetto sicurezza, voluto dal Governo dopo gli scontri a Torino tra le forze dell’ordine e alcuni violenti infiltrati nel corteo per l’Askatasuna. Tante le misure del provvedimento lo scudo penale per gli agenti e le discussioni con il quirinale sulla costituzionalità del fermo preventivo di manifestanti sospetti.

Il fermo preventivo

Viene anche introdotta la possibilità di trattenere per accertamenti persone sospette fino a 12 ore, anche se la lega ha avanzato la proposta di estendere questo tempo a 48 ore. In vista di iniziative in luoghi pubblici. La proposta ha provocato molti dubbi per la sua costituzionalità, ed è al centro di discussioni anche con il Quirinale. Sia per la formulazione, sia per i tempi di entrata in vigore.

Lo scudo penale

Tra i provvedimenti c’è lo scudo penale per gli agenti. In presenza di possibili giustificazioni non si procederebbe più automaticamente all’iscrizione al registro degli indagati. Ma il pm avrebbe tempo sette giorni per fare gli accertamenti preliminari prima di procedere. I casi sono descritti nella bozza del decreto: «legittima difesa, adempimento di un dovere, uso legittimo delle armi o stato di necessità».

La vendita e il porto di coltelli

Viene istituito anche il divieto assoluto di vendere di lame agli under 18. Con multe da 500 a 3mila euro, e fino a 12 mila euro in caso di reiterazione del reato. Varrebbe per tutti invece il divieto di porto di coltelli con lama superiore a 5 centimetri. La violazione sarebbe punita con la reclusione da 1 a 4 anni.

Il daspo urbano

Sul tavolo anche la proposta di potenziare il daspo urbano, vietando l’accesso alle aree urbane a chi è stato denunciato o condannato per reati commessi durante proteste di piazza. Oltre all’arresto in flagranza differita di chi causa danni durante le manifestazioni. Nel caso la persona in questione sia minorenne è sul tavolo la proposta di comminare multe ai genitori da 200 a mille euro se non dimostrano di non aver potuto impedire il fatto.

Le zone rosse

Tra le ipotesi c’è la possibilità di dare ai prefetti il potere di individuare delle zone rosse nelle aree in cui accadono più volte gravi episodi di criminalità, oggi previsto solo in casi eccezionali e urgenti. Qui la sosta sarebbe vietata a soggetti segnalati dall’autorità giudiziaria per reati contro la persona, stupefacenti o per il porto di armi.

La cauzione

Sempre per garantire l’ordine pubblico il leader della Lega Matteo Salvini ha proposto di obbligare gli organizzatori dei cortei a depositare una cauzione, da usare eventualmente per coprire le spese provocate da eventuali danni. Anche al riguardo però ci sono dubbi di costituzionalità, avanzati anche dalla Cgil: «È assolutamente impropria e incostituzionale. A chi non ha le possibilità economiche si toglie il diritto di manifestare?». In una nota il Carroccio rivendica la scelta: «Tra le misure necessarie, c’è anche quella ‘chi sbaglia paga’. Chi scende in piazza dovrà pagare una cauzione, come già successo alla Lega nel 1999 quando organizzò una manifestazione a Roma. Non possono essere tollerati altri casi Torino».

Chiara Brunello

Sono laureata in comunicazione, media e pubblicità all'Università Iulm. Mi interesso di cronaca nera, politica interna ed estera.

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