INTER, PUGNO DURO DEL VIMINALE: TRASFERTE VIETATE FINO AL 23 MARZO

Il petardo di Cremona costa carissimo al popolo nerazzurro. In attesa del verdetto del Giudice Sportivo previsto per il 4 febbraio, è arrivata la scure del Ministero dell’Interno. A seguito dei gravi disordini dello Zini, quando un petardo ha stordito il portiere Emil Audero, il Viminale ha disposto il divieto di trasferta per i tifosi dell’Inter fino al 23 marzo 2026. Il provvedimento, motivato dalla necessità di tutelare l’ordine pubblico e prevenire nuovi episodi di violenza, prevede anche il divieto di vendita dei biglietti ai residenti in Lombardia per le medesime gare. Unica eccezione: il derby di Milano dell’8 marzo 2026, escluso dalle restrizioni poiché non comporta movimenti di tifoserie su larga scala.

LO SCENARIO

Il derby lombardo dello Zini si era fermato al quarto minuto della ripresa quando, dal settore ospiti in tenuta neroazzurra, era piovuto un petardo esploso a pochi centimetri da Emil Audero. Il portiere della Cremonese era finito a terra, stordito dalla deflagrazione. I soccorsi: immediati, così come i capannelli di giocatori. Dimarco e Lautaro sono i primi a sincerarsi delle condizioni dell’ex compagno, allargando le braccia verso i propri tifosi in segno di incredulità. Rialzatosi, anche Audero si gira a chiedere spiegazioni verso la Curva Nord. 

Era stato lui stesso, il giorno dopo, ad affidare ai social il suo bollettino: «Sto bene. Sono sollevato perché ho rivisto le immagini di quanto accaduto e poteva andare molto peggio».

Emil Audero mentre viene colpito da un petardo sganciato dal settore ospiti
IL RESPONSO DEL GIUDICE SPORTIVO

Alla sentenza emessa dal Viminale resta da aggiungersi il verdetto del Giudice Sportivo che si esprimerà domani, 4 febbraio, al termine della giornata di campionato. Il referto del direttore di gara Davide Massa resta il punto di partenza: Audero, pur lamentando problemi all’orecchio e al ginocchio, ha concluso la partita. Un dettaglio decisivo: se il portiere fosse stato costretto al cambio a causa di un infortunio direttamente provocato dalla deflagrazione, infatti, l’Articolo 10, comma 1 del Codice di Giustizia Sportiva avrebbe spalancato le porte alla sconfitta a tavolino per 0-3 per «alterazione del regolare svolgimento della gara».

Resta, però, la responsabilità oggettiva. Secondo il diritto sportivo, infatti, anche se la bomba carta è stata sganciata da un singolo individuo, la società ne è legalmente responsabile. Secondo quanto inscritto nel comma 3 dell’articolo 25 (Prevenzione dei Fatti Violenti) e 26 del Codice di Giustizia Sportiva, infatti, i club rispondono del materiale pirotecnico e dei fatti violenti commessi dai propri sostenitori, «sia all’interno dell’impianto sportivo sia nelle aree esterne immediatamente adiacenti se dal fatto deriva un pericolo per l’incolumità pubblica o un danno grave all’incolumità fisica di una o più persone»

Giuseppe Marotta ai microfoni nel post partita di Cremonese-Inter

Cosa rischia, quindi, concretamente l’Inter? Gli organi disciplinari incroceranno gli articoli 6, 8 e 29 (rispettivamente: Responsabilità delle Società, Sanzioni a Carico delle Società ed Esimenti e Attenuanti per i Comportamenti dei Sostenitori) per definire l’entità della punizione. L’ipotesi più accreditata porta a una forte ammenda pecuniaria: per le società di Serie A, la sanzione base oscilla tra i 10.000 e i 50.000 euro, con l’aggravante della diffida o della squalifica del campo in caso di recidiva.

LA LINEA DEL VIMINALE

Ma c’è un secondo binario, quello dell’ordine pubblico, che ha condotto al provvedimento del Ministero dell’Interno sulla base delle informazioni fornite dalla Questura di Cremona. Mentre la Digos sta setacciando i filmati della videosorveglianza per identificare chi abbia lanciato il bengala, infatti, il bilancio extra-sportivo si fa pesante. Il tifoso quarantenne romagnolo, trovato in possesso di un petardo e fumogeni, è stato denunciato e colpito da Daspo: l’uomo è stato trasferito d’urgenza a Modena per delicate operazioni alla mano dopo che un ordigno gli ha fatto esplodere alcune dita. A questo si aggiungono gli scontri sul treno di ritorno a Milano, dove quattro giovani sono rimasti feriti a seguito un contatto con gli ultrà nerazzurri.

Il presidente dell’Inter Marotta tornando sull’argomento, ha esplicitato la linea dura del club: «Siamo in costante contatto con l’Autorità giudiziaria. Quando saranno individuati i responsabili, eserciteremo la clausola di gradimento: non entreranno più a San Siro».

Il Codice di Giustizia Sportiva

Maurizio Improta, presidente dell’Osservatorio, ha fatto il punto a RadioCRC, analizzando quanto resta ancora da sbrogliare della questione. «Sicuramente il Giudice Sportivo interverrà con una sanzione economica molto salata all’Inter come club» afferma. Poi, sulle eventuali responsabilità della Cremonese aggiunge: «È un discorso che non rientra nelle nostre valutazioni in sede di Osservatorio, ma in una serie di quesiti che porremo. Abbiamo chiesto a Cremona come sia possibile che si siano introdotti tali oggetti all’interno dello stadio, aspettiamo le risposte da parte dei responsabili del servizio steward della Cremonese». 

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