Il Signore degli Anelli di J. R. R. Tolkien è sempre stato oggetto di analisi e interpretazioni allegoriche. In alcuni Stati, tra cui l’Italia, è stato anche oggetto di dispute a livello politico. Considerato un autore di destra in ambito italiano, dai campi hobbit degli anni ’70 fino alla mostra per i 50 anni dalla morte nel 2023, Elly Schlein ha dichiarato che la sinistra deve riappropriarsi di Tolkien. Non è tardata ad arrivare la risposta di Libero.
L’ACCOSTAMENTO DI TOLKIEN ALLA DESTRA ITALIANA
Il Signore degli Anelli è un romanzo fantasy scritto da John Tolkien, docente di linguistica in varie università inglesi tra cui Oxford. L’opera è stata scritta nell’arco di un decennio, tra il 1937 e il 1949, ma vide la pubblicazione solo tra il 1954 e il 1955, in tre volumi diversi. In Italia la prima pubblicazione fu ben più tardi, nel 1970, con Rusconi. Altre case editrici si erano rifiutate di pubblicare il libro, considerato inadatto per un pubblico non abituato al genere fantasy. Tra queste Mondadori, che nel 1962 fu dissuasa da Elio Vittorini, molto critico nei confronti dell’immaginario tolkeniano.

Rifiutato dall’élite intellettuale di sinistra, Tolkien divenne un riferimento di parte della destra italiana. Fin dagli anni ’70, il gruppo giovanile del Movimento Sociale Italiano organizzava dei cosiddetti “campi hobbit”, dal nome di una delle razze create da Tolkien. In questi raduni politico-culturali la mitologia dello scrittore veniva utilizzata come punto di riferimento in contrasto con la cultura dell’epoca, giudicata prevalentemente di sinistra. Non è la sola interpretazione politica di Tolkien, che negli anni ’50 negli USA, durante il periodo del maccartismo, era considerato uno scrittore proibito perché vicino alle tesi marxiste.
LA MOSTRA PER L’ANNIVERSARIO DELLA MORTE E LE RECENTI PAROLE DI SCHLEIN
Per celebrare il 50° anniversario della morte, avvenuta il 2 settembre 1973, è stata organizzata una mostra in onore dell’autore. Dal titolo “TOLKIEN, Uomo, Professore, Autore”, la mostra si è tenuta dal 16 novembre 2023 all’11 febbraio 2024 alla Galleria Nazionale di Arte Moderna a Roma. L’evento, organizzato dall’allora ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, fu avallato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, da sempre appassionata di tematiche fantasy e de Il Signore degli Anelli.
La mostra è stata trattata ampiamente dai giornali, con dibattiti e discussioni. Se allora venne sminuita, se non criticata, dalle forze di sinistra, sembra esserci stato un cambiamento. Il 1° febbraio 2026 Elly Schlein ha dichiarato in un’iniziativa del Pd a Milano che la sinistra «deve riprendersi Tolkien». Pronte le reazioni dallo schieramento opposto, dalle critiche di Sangiuliano, fino alla prima pagina di Libero del 3 febbraio 2026. La foto centrale ritrae Gandalf a Casa Hobbit col titolo “Povero Tolkien, arruolato a forza da Elly Schlein”.
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IL RIFIUTO DI TOLKIEN PER QUALSIASI SIGNIFICATO ALLEGORICO
Il Signore degli Anelli ha subito molte interpretazioni a livello allegorico. La principale quella che vede l’Anello, l’oggetto che Frodo e la Compagnia hanno l’obiettivo di distruggere, essere un’allegoria della bomba atomica. Usare o non usare l’Anello? Usare o non usare la bomba atomica? Tale dilemma ha fatto pensare ad alcuni critici che i due oggetti possano essere assimilati. Altri hanno invece letto la rivolta degli Ent contro Saruman in chiave ecologista. Ma Tolkien ha sempre dichiarato fermamente che la sua opera non va interpretata come un’allegoria politica.

I suoi libri, non solo Il Signore degli Anelli, vedono la rappresentazione in chiave fantasy dell’esperienza della Prima Guerra Mondiale, vissuta dal linguista nelle trincee. Il consiglio tolkeniano di leggere i suoi libri senza interpretarli è stato però inascoltato, sia da chi legge l’opera in chiave autoritaria neoconservatrice e chi invece lo fa in ambito antindustriale e comunitario. Lo stesso in Italia, dove Il Signore degli Anelli ha fatto parlare di sé in chiave politica fin dalla prima pubblicazione a stampa. E, dati gli sviluppi degli ultimi giorni, il fenomeno sembra non essersi concluso.