Morto Roberto Citterio, fondatore “dell’ultima vera osteria di Milano”

Venivano un po’ da tutta Milano, bisognava prenotare un mese prima, una cinquantina di coperti (a esagerare) distribuiti su due piani. Osteria Alla Grande, nel centro della periferia ovest di Milano, quartiere Baggio, Via delle Forze Armate 405. Baggio vecchia per essere precisi.

Chi era Roberto Citterio?

Il padrone, l’oste, l’anima, l’animatore di questa Osteria ci ha lasciato qualche giorno fa. Roberto Citterio, detto Lo Smilzo; una vita da oste, burbero (anche con gli amici), disincantato, fumatore a oltranza, battutista, anarchico, incazzato col mondo (si era incazzato in anticipo rispetto al terribile mondo di oggi), insomma un personaggio indimenticabile.

Roberto Citterio seduto alla sua postazione nell’Osteria Alla Grande

Amava definirsi “un perdente di successo” e in fondo, adesso che non c’è più, ci lascia in eredità la bellezza della sconfitta, anche se sapeva bene che pure la vittoria, qualche volta, non è male. Da un po’ di tempo non stava bene, negli ultimi anni qualche morte sfiorata per poi tornare alla vita senza bene capire come era potuto succedere. Si vede che certi ritorni bisogna meritarseli ed evidentemente li meritava. 

L’osteria

Si mangiava bene Alla Grande, tradizione milanese, stesso menù dall’apertura nel 2001 neanche un contorno nuovo negli ultimi 25 anni!  Roberto sempre seduto all’entrata davanti a un telefono a forma di scarpa. Ecco, anche gli oggetti sono parte della storia dell’osteria. Quadri, chincaglierie, manifesti, statuette, oggetti d’antiquariato, cose belle, cose brutte, l’alto e il basso, tutto nella stessa stanza, tra un tavolo e l’altro. Non c’è più spazio alle pareti, tutto sold out, tutto esaurito.

L’Osteria Alla Grande a Milano, in Via delle Forze Armate 405

Lì cenava spesso Iacchetti, amico fraterno di Roberto, lì hanno cenato Guccini, la cantante israeliana Noa, e ancora ballerine della Scala, pittori, vignettisti, collezionisti, artisti fuori tempo e artisti di domani. Per chi lo conosceva non sarà più uguale passare di lì e guardare l’insegna. Per fortuna la sedia non rimarrà vuota: la occuperanno, insieme, la moglie Elena e la figlia Maria Giulia. Comunque vada sarà un successo o, come avrebbe corretto lui, un insuccesso clamoroso.

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