Avrebbero voluto costituirsi come parte civile e, invece, si ritroveranno seduti dietro al banco degli imputati. La procura del cantone Vallese ha inserito due nuovi nomi nel registro degli indagati per la strage di Capodanno nel discobar Le Constellation a Crans-Montana. Si tratta del responsabile comunale per la sicurezza pubblica e del suo predecessore.
L’EX FUNZIONARIO SOTTO ACCUSA
Sale a quattro il numero delle persone sotto inchiesta per l’incendio che ha causato la morte di 40 persone e 116 feriti. Ai coniugi Jacques e Jessica Moretti, indagati per omicidio, lesioni e incendio colposo, si aggiunge Ken Jacquemoud, che fino al 2021 ha ricoperto il ruolo di responsabile della sicurezza per il Comune di Crans Montana. Pur non conoscendo ancora i reati contestati, si ipotizza che il coinvolgimento dell’uomo sia legato ai mancati controlli negli ultimi cinque anni, nonostante le disposizioni comunali imponessero verifiche annuali.

Lo stesso sindaco di Crans, Nicolas Féraud, aveva ammesso che nel locale Le Constellation l’ultima ispezione risaliva al 2019. Poi, più nulla. Inoltre, l’uomo, durante i controlli effettuati nel 2018 e 2019, aveva fornito a Moretti diverse indicazioni, da quest’ultimo non rispettate. L’ex funzionario comunale, che attualmente ricopre l’incarico di responsabile della sicurezza del Comune di Val d’Illiez, sarà ascoltato dagli inquirenti nella giornata di lunedì 09 febbraio.
L’INCHIESTA ESTESA ANCHE AL SUCCESSORE
La procura di Sion non si ferma qui. Sotto inchiesta è anche il successore di Jacquemoud, l’attuale responsabile comunale per la sicurezza pubblica del Comune di Crans-Montana. Si chiama Christophe Balet ed è in carica dal 2024. Balet, in una prima fase, aveva anche partecipato alle indagini affiancando la polizia vallese. Era stato lui a consegnare alle autorità la documentazione urbanistica e amministrativa relativa al locale. Ma questo primo dossier, fornito il 3 gennaio, era risultato incompleto.
Quando questo gli venne fatto presente, Balet aveva aggiunto ulteriori documenti. Se non fosse che il sindaco Féraud aveva rivelato l’esistenza di un ulteriore fascicolo che non era ancora nelle mani degli investigatori. Il dossier si trovava in possesso di un ex funzionario del comune di Chermignon (prima dell’aggregazione a Crans-Montana, Le Constellation si trovava sotto quel comune). Il fascicolo, datato 2015-2016, conterrebbe la documentazione relativa ai lavori di ristrutturazione con l’installazione della nota spugna fonoassorbente altamente infiammabile, ritenuta all’origine del disastro.
Di fronte a questa situazione, la Procura ha deciso di intervenire direttamente e il 5 gennaio ha incaricato la Polizia di recarsi presso l’ufficio cantonale dei Vigili del Fuoco per prendere possesso del dossier mancante. Secondo il suo avvocato, Balet sarebbe venuto a conoscenza della sua iscrizione nel registro degli indagati dalla stampa, prima ancora di ricevere formalmente la citazione a comparire. La sua difesa evidenzia inoltre che l’uomo è entrato in servizio nel Comune di Crans-Montana solo nel maggio 2024, pertanto non può essere chiamato a rispondere delle mancanze di controlli riferibili al 2019. L’interrogatorio di Christophe Balet si svolgerà venerdì 06 febbraio
IL COMUNE NON SARÀ PARTE CIVILE
La Procura di Sion ha respinto la richiesta del Comune di Crans-Montana di costituirsi come parte civile. Le indagini, che ora coinvolgono anche due esponenti comunali, mirano ad approfondire anche le responsabilità del Comune, accusato di assenza prolungata nei controlli di sicurezza e sopralluoghi superficiali. Per gli inquirenti, il Comune è venuto meno ai propri obblighi, concorrendo a ledere l’integrità fisica degli avventori del bar Le Constellation.

Rigettata anche la richiesta di risarcimento, presentata dal sindaco Féraud, il quale aveva affermato che il Comune si considerava danneggiato dalla tragedia. Per questo il primo cittadino non aveva ritenuto di suo compito rivolgere delle scuse ufficiali alle vittime e alle loro famiglie, facendo poi un passo indietro, dopo le polemiche, riconoscendo l’errore.
Nicolas Féraud, 55 anni, è alla guida del Comune di Crans-Montana per il terzo mandato consecutivo. È esponente del Partito Liberale Radicale, la stessa formazione di centrodestra di cui fa parte anche la procuratrice generale Beatrice Pillaud, titolare dell’inchiesta per il rogo a Le Constellation: un dettaglio che ha suscitato critiche. Ma Féraud ha escluso le dimissioni, dichiarando che “non si abbandona una nave durante la tempesta”. Ad oggi, non è ancora stato sentito dagli inquirenti.
MORETTI E LA STRANA RIUNIONE CON I DIPENDENTI
Rimane alta l’attenzione sui coniugi Moretti, indagati come principali responsabili della tragedia nel loro locale, dove hanno perso la vita 40 persone e 116 sono rimaste ferite. Dopo aver trascorso due settimane di detenzione preventiva, Jacques Moretti è stato rilasciato venerdì 23 gennaio, dopo il versamento di 200 mila franchi di cauzione. All’indagato sono comunque state applicate misure restrittive come la consegna alla Procura di tutti i documenti di identità e l’obbligo di presentarsi ogni giorno presso una stazione di polizia. Rimane misteriosa l’identità del benefattore del pagamento: si tratterebbe di un facoltoso imprenditore ginevrino che avrebbe disposto il bonifico da un conto di Dubai.

Nonostante ora si trovino entrambi ai domiciliari, la Procura continua ad indagare sui coniugi. In particolare, agli investigatori preme scoprire se i Moretti abbiano incontrato i dipendenti prima dell’arresto di Jacques. Si tratta di una questione centrale nel diritto elvetico, dove assume rilievo il cosiddetto rischio di collusione, ossia la possibilità che un indagato entri in contatto con persone in grado di influenzare l’inchiesta. Moretti dichiara che una riunione del personale è sì avvenuta, ma nega che lui e la moglie vi abbiano preso parte. Resta l’ipotesi, da accertare, di possibili pressioni per orientare le testimonianze dei dipendenti dei locali Le Constellation, Senso e Le Vieux Chalet a favore dei proprietari.
LE 171 TELEFONATE LA NOTTE DELLA TRAGEDIA
Sono state diffuse dall’emittente francese Bfmtv le telefonate arrivate al soccorso sanitario svizzero la notte di Capodanno. “Sono quasi morto al Constellation, credo di essermi bruciato”: le parole imploranti di aiuto mettono i brividi. Dall’1:30 del 1° gennaio, solo pochi minuti dallo scoppio delle fiamme, sono arrivate 171 chiamate da parte di testimoni, persone coinvolte e soccorritori, fornendo allo stesso tempo dettagli e informazioni sulla tragedia. La Procura di Sion sta attualmente analizzando tutte le registrazioni audio giunte quella notte.
È stato stabilito che i coniugi Moretti, insieme al Comune di Crans-Montana e al Canton Vallese, risarciranno le vittime anche nel caso in cui la prescrizione dovesse annullare le loro responsabilità sull’incendio e sulle morti per irregolarità commesse fino a dieci anni fa.