Nessun passo indietro da parte del sindaco di Spotorno, Mattia Fiorini, in merito al nuovo piano di utilizzazione del demanio, da lui depositato in Regione Liguria qualche settimana fa. Mercoledì 28 gennaio si è tenuta la riunione cittadina per presentare il piano, fortemente osteggiato da balneari, commercianti e spotornesi.
La riunione cittadina

La riunione si è tenuta nel clima delle tensioni. L’aula aveva una capienza massima di 140 persone, raggiunta con largo anticipo. I cittadini si sono quindi ritrovati in diverse centinaia fuori dalla casa comunale per manifestare il loro dissenso nei confronti della scelta del sindaco di diminuire le attuali concessioni balneari da 36 a 25. Cartelloni, striscioni, cori di indignazione dalla popolazione spotornese che si è trovata inerme davanti alle scelte del suo primo cittadino. Al centro delle preoccupazioni degli spotornesi, la sicurezza di queste nuove spiagge libere che verrebbero lasciate in stato di abbandono, senza tutele per l’ambiente, ma anche per i cittadini stessi.
Presente alla riunione anche il consigliere regionale, Angelo Vaccarezza, al fianco del Presidente di Confcommercio Savona e del Sindacato Italiano dei Balneari Liguri, Enrico Schiappapietra. Entrambi non concordi con Fiorini sul piano presentato. Schiappapietra in particolare si è detto «non soddisfatto» della mancata disponibilità da parte dell’amministrazione comunale nel mettere al centro della discussione l’interesse del paese. Ha nuovamente sottolineato che «la Regione ha formalmente dichiarato che il 40% di spiaggia libera non è un obbligo e che questa percentuale non è necessaria per scrivere un nuovo Pud».
La situazione italiana
L’Italia al momento è sotto “procedura di infrazione”perchénon in linea con la normativa Bolkestein europea, vigente da quasi 20 anni. La direttiva è nata per «ridurre le barriere all’accesso alle attività economiche, semplificare procedure amministrative e garantire concorrenza, trasparenza e parità di trattamento tra operatori all’interno dell’Unione».
La normativa segue il principio secondo cui l’esercizio di un’attività dipende da autorizzazioni o concessioni e riguarda risorse limitate, gli Stati devono prevedere procedure di selezione aperte, imparziali e fondate su criteri oggettivi. Ovvero, gare. L’Italia ha deciso di fissare la scadenza delle attuali concessioni balnearie al 30 settembre 2027. Tuttavia, ogni comune può decidere di anticipare la scadenza e aprire il bando. Il comune di Ostia, per esempio, ha già emesso il bando per le nuove assegnazioni.
A Spotorno, nel frattempo, della discussione sul nuovo PUD rimane solo l’amaro in bocca. Non nasconde la delusione anche il Presidente dei Bagni Marini di Spotorno, Marco Willy Vaggi, in particolare per la linea “non negoziabile” tenuta dal sindaco. «Eravamo alla presenza di assessori e consiglieri regionali che hanno chiarito come il 40% non fosse un vincolo e che fosse possibile costruire un Pud diverso. Invece c’è stata una presa di posizione netta e irremovibile da parte del sindaco. A questo punto non ci sono molti margini di trattativa», ha spiegato Vaggi subito dopo la riunione. Forte l’appoggio anche dai colleghi balneari fuori dal comune e fuori dalla regione. Questo perché se Spotorno è solo la miccia, ben presto tutto il litorale italiano dovrà confrontarsi con le nuove normative europee.