Siamo sempre più vicini alla catastrofe globale. Martedì 27 gennaio il “Doomsday clock” o “Orologio dell’apocalisse” è stato impostato a 85 secondi dalla mezzanotte, il punto più vicino alla fine del mondo mai raggiunto dal 1947. L’orologio è stato creato dal Bulletin of the Atomic Scientists come rappresentazione simbolica della vicinanza alla distruzione del mondo. L’anno scorso l’orologio era stato fissato a 89 secondi dalla mezzanotte. Cinque secondi più vicini alla fine. Gli scienziati hanno motivato la scelta per i pochi progressi nel rischio di una guerra nucleare, di attenuazione nelle crisi climatica e nella diffusione della disinformazione.
Le principali preoccupazioni
«L’Orologio dell’Apocalisse è uno strumento per comunicare quanto siamo vicini a distruggere il mondo con le tecnologie di nostra creazione. I rischi che corriamo a causa delle armi nucleari, dei cambiamenti climatici e delle tecnologie dirompenti sono in aumento. Ogni secondo conta e il tempo a nostra disposizione sta per scadere» ha affermato alla CNN Alexandra Bell, Presidente e CEO del Bulletin. Lo scorso anno i governi non hanno dato ascolto agli avvertimenti dei ricercatori. Non c’è stato cambiamento, anzi i Paesi sono diventati ancora più aggressivi e nazionalisti, intensificando le operazioni militari che hanno coinvolto potenze nucleari.
Gli scienziati fanno sapere che il 4 febbraio scadrà anche l’ultimo trattato contro la proliferazione nucleare e «per la prima volta in oltre mezzo secolo, – ha affermato prof. Holz, del dipartimento di fisica, astronomia e astrofisica dell’Università di Chicago – non ci sarà nulla che impedisca una corsa incontrollata agli armamenti nucleari». Anche la crescita incontrollata dell’intelligenza artificiale è fonte di preoccupazione. Senza strumenti regolatori l’Ai alimenta disinformazione influenzando negativamente tutti gli sforzi per affrontare queste minacce.
Cos’è l’Orologio della Mezzanotte
Nato nel 1945 da un gruppo di scienziati che aveva lavorato alla costruzione della prima bomba nucleare, aveva l’obiettivo di misurare le minacce nucleari. Dal 2007, poi, è stato deciso di includere anche la crisi climatica. Il comitato, ogni anno decide se cambiare l’ora o no, e comprende otto premi Nobel.
Non è un countdown alla fine del mondo, si tratta di «una metafora imperfetta» – ha dichiarato il Dr. Michael Mann, Professore Emerito del Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente dell’Università della Pennsylvania. L’obiettivo è quello di incentivare il dibattito e il dialogo sulle crisi che l’umanità sta affrontando. «Rimane un importante artificio retorico che ci ricorda, anno dopo anno, la fragilità della nostra attuale esistenza su questo pianeta» ha aggiunto il prof. Mann.