La scelta degli artisti che si esibiranno al Super Bowl scatena nuovi risentimenti nel governo americano. Il 19 gennaio la NFL ha annunciato che I Green Day suoneranno alla cerimonia di apertura del Super Bowl 60, che si terrà il prossimo 6 febbraio a Santa Clara. La band di Billie Joe Armstrong si aggiunge a Bad Bunny, confermato già a settembre 2025 fa come headliner dell’halftime show. La selezione, fin dai suoi inizi, ha raccolto numerose critiche da parte della Casa Bianca. I collaboratori di Donald Trump sostengono che gli artisti annunciati non rispecchino i valori che il presidente vuole promuovere.
LE POLEMICHE SU BAD BUNNY
Le polemiche iniziano già a settembre, quando Bad Bunny, artista portoricano di fama mondiale, viene confermato come star dell’halftime show. Donald Trump stesso si dice chiaramente contrariato e a una domanda a riguardo risponde: «Non ho mai sentito parlare di lui. Non so chi sia. Non capisco perché lo stiano facendo, è assurdo». Dopo queste dichiarazioni, la destra americana si scaglia contro la scelta di un artista portoricano. Molti collaboratori e sostenitori di Trump premono affinché la NFL faccia retromarcia, convinti che il Super Bowl abbia bisogno di artisti americani e di madrelingua inglese. La decisione, però, rimane tale. In un post pieno di gratitudine Bad Bunny scrive: «Questo è per la mia gente, la mia cultura e la nostra storia».
Bad Bunny who will be performing at this year's Super Bowl halftime show reportedly plans to honor “QUEER ICONS” and wear a dress in honor of the LGBTQIA+ community pic.twitter.com/Duw6Jgg1uP
— Daily Loud (@DailyLoud) January 23, 2026
I GREEN DAY RIACCENDONO GLI ATTRITI
Per la selezione degli artisti della cerimonia di apertura, la NFL decide di scegliere qualcuno che rispecchi i canoni caldamente suggeriti dalla politica. Il 19 gennaio viene dunque confermata la presenza dei Green Day. Band americana per eccellenza, perfetti, se non fosse per un piccolo dettaglio. Già nel 2016 Billie Joe Armstrong si era espresso duramente contro la presidenza Trump definendola più volte “un regime fascista” durante i suoi concerti. Data la situazione attuale, il frontman è tornato a criticare l’amministrazione MAGA durante l’ultimo tour dei Green Day. Testi delle canzoni modificati per protestare contro le politiche del governo e esortazioni all’antifascismo. A ciò si aggiunge il recente appello in cui Armstrong ha espresso la sua vicinanza ai cittadini di Minneapolis, attualmente impegnati a resistere ai raid dell’ICE.
LA RABBIA DI TRUMP E L’ASSENZA AL SUPER BOWL
Dopo la conferma dei Green Day, Trump ha dichiarato: «Sono contrario a loro, penso che sia una scelta terribile. Non fa altro che seminare odio. Terribile». Il cerchio si chiude con l’ultimo annuncio del presidente, che fa sapere che quest’anno non sarà presente al Super Bowl. Dice che, per quanto ami l’evento, sarà costretto ad assentarsi a causa della troppa distanza tra la Casa Bianca e la costa ovest. In molti non sono convinti da questa spiegazione. Il sentore comune alla fine di questa storia è che Donald Trump, indispettito dalle decisioni della NFL, abbia deciso di non presenziare per evitare situazioni potenzialmente sconvenienti.
A cura di Alessandro Zanetti