SPOTORNO COME FORMENTERA: VIA LE SPIAGGE ATTREZZATE PER FARE SPAZIO AI CHIRINGUITO

Immagina: una mattina ti svegli e qualcuno ha deciso che non sei più padrone di lavorare nell’attività che ti ha dato da vivere per decenni. Assurdo, eppure, vero. È successo a 9 proprietari di concessioni balneari nel piccolo comune di Spotorno, in Liguria, dove il sindaco, Mattia Fiorini, ha revocato le concessioni al fine di mettere in atto le richieste della nuova normativa Bolkestein indetta dalla corte UE in merito alle spiagge libere. Il primo cittadino ha deposto in Regione Liguria il piano, infuriando il mal contento degli ormai ex balneari e dei cittadini di Spotorno.

Il progetto

La decisione del sindaco Fiorini si pronuncia con un anno di anticipo rispetto alla naturale fine delle attuali concessioni balneari presenti nel comune, che ne conta 36. Nel territorio si stima un 10% di arenili liberi, comprese le spiagge libere attrezzate. L’obiettivo è arrivare alla quota del 40% imposto dalle normative Bolkestein. Per arrivare a questo traguardo il primo cittadino ha selezionato senza un criterio esplicito 9 concessioni che verranno revocate. La revoca e il modus operandi di non aspettare la fine naturale prevista per il 2027, impedirà ai malcapitati selezionati di partecipare ai futuri bandi e non riceveranno alcun indennizzo o rimborso, come invece è previsto dalle normative UE. A casa, senza lavoro, senza stipendio e senza avere mai più la possibilità di fare il lavoro per cui hai speso il tempo di una vita intera.

La notizia delle revoche è giunta come un fulmine a ciel sereno dopo una seduta della giunta comunale a porte chiuse. Nelle scorse settimane il primo cittadino ha incontrato alcuni rappresentanti tra commercianti e balneari per spiegare le decisioni prese, ma ormai il progetto è arrivato sui tavoli regionali e poco si può fare per impedirne il procedimento. Secondo il progetto proposto dal sindaco Fiorini, le spiagge che diventeranno parte dell’arenale libero, verranno servite di chioschi messi a bando quinquennale per gli under 35, ricalcando il progetto dei cosiddetti chiringuito nell’isola spagnola di Formentera.

I bagni di Spotorno nel 1938
La reazione dei cittadini

Nella piccola cittadina, che raggiunge risicatamente i 3500 abitanti, il malcontento è esploso tra commercianti, balneari e cittadini. Essi evocano a gran voce di essere sentiti, di trovare un accordo alternativo, e, soprattutto, di avere delle spiegazioni sui criteri di selezioni delle concessioni revocate. È inoltre da sottolineare che la Regione Liguria aveva momentaneamente bloccato l’imposizione delle normative Bolkestein. Questo perché il territorio non è particolarmente soggetto alle problematiche di over-tourism, che grava invece su altre aree del nostro paese.

Spotorno gode di un turismo di altri tempi, quello che si raccontava nei film di Carlo Vanzina “Sapore di mare” o nella canzone di Piero Focaccia “Stessa spiaggia, stesso mare”: turisti habituè, che apprezzano la località per quello che è ed è sempre stata, che ricerca la stessa fila di ombrelloni dell’anno precedente e lo stesso vicino di lettino. I cittadini hanno indetto una petizione per fermare il progetto, che ha raccolto oltre le 3000 firme.

Il caso di Spotorno rischia di essere la miccia per una reazione a catena su tutti agli arenili italiani, soprattutto se non si delineano dei parametri per la messa in atto delle normative Bolkestein. Adesso si attende la riunione cittadina prevista per mercoledì 28 gennaio alle ore 21. Durante la quale il sindaco dovrebbe rivolgersi ai cittadini, ai commercianti e i balneari che chiedono la possibilità di intervenire e revisionare il progetto.

A cura di Carola Mariotti

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