Sci, capolavoro Franzoni: sua la discesa libera nel “tempio” di Kitzbühel

La Streif di Kitzbühel si tinge di azzurro nel segno di Giovanni Franzoni. Il ventiquattrenne di Manerba del Garda conqusita la sua prima vittoria in carriera in discesa libera, la seconda in assoluto, nel “tempio” della velocità. Come Wimbledon per il tennis o il Maracanã nel mondo del pallone. Secondo Odermatt (+0.07) davanti alla sorpresa di giornata, il francese Muzaton (+0.39), che manda in frantumi il sogno di avere per la prima volta due azzurri sul podio in questa gara. Chiude infatti quarto un ottimo Florian Schieder (+0.67).

La gara

Due prove super convincenti il 20 e 21 gennaio in vista della discesa del 24. Ma si sa, la gara poi è un’altra cosa. Giovanni Franzoni parte col pettorale numero 2 e attacca la Streif da cima a fondo, arrivando al traguardo con oltre un secondo di vantaggio sul compagno Mattia Casse. Che la gara sia buona si intuisce subito, ma i big devono ancora partire. Uno alla volta, però, finiscono tutti lontani dall’azzurro, impeccabile da dopo la “Stradina” al traguardo. Anche nella parte più pianeggiante, dimostrando di aver lavorato tanto e bene in allenamento per migliorare la scorrevolezza, spesso suo tallone d’Achille.

L’azzurro Schieder è il primo inseguitore fino a Odermatt, uomo da battere. L’elvetico arriva in vantaggio al quarto intermedio, ma anche lui perde nella parte finale e finisce alle spalle di Franzoni per una manciata di centesimi. Dovendo ancora posticipare l’appuntamento con la prima vittoria in discesa libera nel gotha della velocità. Giovanni respira, ma i pericoli non sono finiti. Anche l’altro elvetico, Von Allmen, fa paura: un errore però lo mette fuori gara quando era in piena corsa per il podio.

Gli occhi del ventiquattrenne azzurro brillano al traguardo. Un mix di gioia e commozione. Un momento che non scorderà mai. E quello sguardo al cielo, a cercare il “suo” Matteo Franzoso, scomparso tragicamente dopo una caduta in allenamento lo scorso ottobre. Questa vittoria è anche per lui.

Le parole del vincitore

«Oggi è stata una giornata speciale perché in partenza avevo in testa Matteo (Franzoso, ndr) – dice infatti Giovanni al traguardo – perché l’anno scorso eravamo in camera insieme». «Ero super carico, ma sapevo che non era per niente facile, perché anche Odermatt non aveva mai vinto qui e questa gara la voleva. Nella parte finale ho sciato da paura», ha concluso. Consapevole che certo, questa è un’impresa. Ma altrettanto conscio del fatto che ormai, è definitivamente entrato nella cerchia degli uomini da battere.

Una vittoria storica

Quella di Franzoni è la sesta gemma azzurra in discesa a Kitzbühel. Il primo a riuscirci fu Kristian Ghedina nel 1998. Poi Paris nel 2013, capace di ripetere l’impresa anche nel 2017 e 2019. In mezzo, nel 2016, la vittoria di Peter Fill, ultimo italiano a vincere la Coppa di specialità in questa disciplina.

Sfuma al pettorale numero 29 il sogno del primo doppio podio per l’Italia. Il francese Muzaton fa tremare anche Franzoni fino a metà gara, perdendo poi costantemente fino all’arrivo e chiudendo terzo. La Nazionale piazza altri due atleti in top10: Paris chiude 7°, Casse 9°. A pochi giorni dalle Olimpiadi, con un Franzoni formato deluxe e un gruppo super competitivo, sognare non costa nulla.

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