Torna a farsi sentire la rabbia dell’Ucraina, che sembra essere scomparsa dai pensieri dei Paesi Nato. Volodymyr Zelensky ha approfittato del suo intervento di ieri, giovedì 22 gennaio, a Davos, in occasione del World Economic Forum, per sfogare la sua frustrazione dei confronti dei presenti-assenti alleati.
L’accordo di pace firmato USA
Dopo mesi dall’inizio delle trattative per trovare un accordo di pace con la Russia, la situazione sul confine ucraino non sembra volersi assestare. I bombardamenti continuano, mentre l’accordo è a un punto morto. Nonostante gli sforzi e la convinzione di aver trovato un punto di svolta del presidente americano Donald Trump, i bombardamenti continuano e Zelensky accusa, in particolare gli europei, di «non avere la volontà politica» per affrontare Vladimir Putin.
Negli ultimi mesi del 2025 Trump aveva proposto un piano di pace che comprendeva l’arresto delle ostilità e una de-escalation del conflitto, garanzie di sicurezza per l’Ucraina, la creazione di zone di sicurezza (le cosiddette buffer zone) tra forze militari e il rilascio reciproco dei prigionieri. Inoltre, l’Ucraina dovrebbe cedere i territori ormai occupati dai russi. L’accordo era stato fortemente criticato perché considerato troppo vago e troppo favorevole alla Russia, soprattutto per quanto concerneva i territori e lo smantellamento delle difese ucraine. Queste rimangono tra le ragioni principali per cui non si è raggiunto un accordo concreto di fine guerra. Zelensky ha chiesto agli europei di «agire ora», e ha ribadito il ruolo fondamentale degli USA nella sicurezza europea.
L’incontro Trump-Zelensky

Prima del suo intervento ai microfoni di Davos, il leader ucraino ha avuto un incontro con Donald Trump, che ha commentato come «positivo». Durante l’incontro i due hanno discusso degli sforzi per porre fine alla guerra in Ucraina, nonostante la situazione territoriale rimanga irrisolta. Anche Trump si è detto soddisfatto del colloquio, precisando che il processo di negoziamento è ancora in corso, ma che il punto principale da sottolineare è che «la guerra deve finire» e questo deve essere l’obiettivo principale per tutti. Non si è invece discusso della possibile partecipazione dell’Ucraina nell’iniziativa di pace americana del Board For Peace, presentata proprio in occasione del Forum economico.
Nel frattempo, Putin ha incontrato gli inviati di Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, nella notte tra ieri e oggi. I colloqui sono stati lunghi e intensi, durati diverse ore, a seguito di cui Putin ha ribadito la posizione russa secondo cui non si possa raggiungere un accordo senza risolvere la questione territoriale. Nella giornata di oggi è previsto un trilaterale negli Emirati Arabi tra USA, Russia e Ucraina per cercare di far progredire gli accordi di pace.
A cura di Carola Mariotti