6 Photos
Un rosso lucido, brillante, con tanto bianco sulla parte superiore del cofano, un chiaro tributo alla 312T di Niki Lauda. Ecco la SF-26, la monoposto con cui la Ferrari spera di poter tornare a puntare a un titolo che manca ormai da diciannove anni. Una vettura che, già dai primi render e dalle immagini che sono arrivate dopo l’installation lap e il primo shakedown a Fiorano, denota un carattere, una filosofia e un’identità tecnica ben marcati. Che i tecnici guidati da Fréd Vasseur siano riusciti a dare finalmente una macchina competitiva a Charles Leclerc e Lewis Hamilton? Solo la pista e il cronometro potranno dirci se la Rossa sarà in lotta o meno per la vittoria.
Primi passi
Lewis Hamilton e Charles Leclerc sono scesi in pista a Fiorano per effettuare i primi 15km della nuova stagione. Il primo ad aver avuto un assaggio del nuovo motore Ferrari è stato il nativo di Stevenage. Il sette volte iridato ha effettuato anche dei test per verificare che i nuovi sistemi dell’aerodinamica attiva, sviluppati durante i test-drive di Pirelli nel 2025, funzionino correttamente. Nel pomeriggio anche Leclerc si è calato nell’abitacolo della SF-26 per effettuare qualche giro seguito da una camera car. Sicuramente i due alfieri della Rossa non sono andati “all’attacco” della prestazione, ma hanno già potuto avere un assaggio della loro nuova monoposto.
«Le regole 2026 – spiega Charles Leclerc – richiedono una preparazione ancora più approfondita, soprattutto a noi piloti. Ci sono molti sistemi nuovi da comprendere e sfruttare al meglio, e per questo abbiamo lavorato molto fin dalle fasi iniziali dello sviluppo del progetto». Il monegasco poi non si è lasciato andare in promesse o pronostici e ha ribadito: «sappiamo quanto la sfida sia complessa, ma stiamo lavorando con grande motivazione per arrivare in pista il più preparati possibile».

La prossima stagione «rappresenta una sfida enorme per tutti – ha dichiarato Hamilton a margine dell’evento di Fiorano – è probabilmente il cambiamento regolamentare più grande che abbia vissuto nel corso della mia carriera». La chiave per il successo sarà legata allo sviluppo della vettura e alla capacità di adattamento alle specifiche dei tracciati del calendario. «Sarà un anno estremamente importante sotto il profilo tecnico. È una sfida che affrontiamo insieme, da squadra, potendo contare anche sul supporto straordinario dei tifosi, che significa tantissimo per tutti noi», conclude il britannico.
Tabula rasa
Nuova stagione, nuovo regolamento e quindi, si spera, nuovi valori in campo. Dopo un’annata, l’ennesima, fallimentare, la Ferrari ha l’obbligo di tornare ad occupare le posizioni di vertice del mondiale della classe regina. «Ѐ ora o mai più», come ha detto Charles Leclerc, alla sua ottava stagione in rosso, al termine del Gran Premio di Abu Dhabi 2025. La veste della SF-26 scesa in pista a Fiorano non è la versione definitiva della vettura, ma si possono già evincere alcune scelte importanti dello staff tecnico diretto da Loïc Serra.
Per il secondo anno consecutivo la Ferrari cambia lo schema sospensivo anteriore, passando dal sistema pull rod (“a tirante”) a quello push rod (“a puntone”). Nella seconda era delle auto a effetto suolo la prima tipologia di sospensione riusciva a dare un vantaggio prestazionale importante. Con il nuovo regolamento, il fondo vettura diverso e, di conseguenza, una nuova dinamica dei flussi d’aria, i team non sono convinti che la soluzione possa dare i risultati ottenuti in precedenza. Tra i top team per il momento solo Mercedes sulla W17 ha deciso di adottare il sistema pull rod all’anteriore.
Visualizza questo post su Instagram
La casa di Maranello mantiene fede alla sua filosofia per quanto riguarda il disegno dell’airscope, la presa d’aria collocata dietro la testa del pilota. A differenza delle concorrenti, e dei team clienti (Haas e Cadillac), la Rossa è l’unica a presentare un disegno triangolare e stretto, per convogliare maggiore aria pulita verso l’ala posteriore. I competitors invece adottano una forma circolare per portare aria nella parte superiore del motore, dove probabilmente sono state collocate componenti (come i radiatori) che vengono utilizzate per raffreddare la parte elettrica. Una scelta che va ad impattare anche sulla distribuzione dei pesi: più si portano degli elementi verso l’alto del corpo vettura e più diventa difficile controllare il comportamento monoposto nel suo insieme.
Le novità all’anteriore
Il muso ha una soluzione tecnica particolare, con l’allargamento dell’entrata dell’aria nella parte centrale, per creare più passaggio e avere un minimo di effetto suolo, non essendoci più i canali Venturi nella parte laterale del fondo. Questo disegno permette anche di collocare un singolo attuatore sotto i supporti dell’ala, specialmente il bordo frastagliato della Ferrari.
L’ala anteriore mostra un main plane di corda significativa, affiancato da due flap distinti. Con il nuovo regolamento e l’introduzione dell’aerodinamica attiva, saranno proprio questi elementi a essere modulati dall’attuatore, passando dalla cosiddetta Z mode alla X mode. Il design dell’ala è il risultato di un compromesso tra due obiettivi distinti: massimizzare il carico aerodinamico e ridurre la resistenza all’avanzamento nella modalità destinata ai rettilinei.
Particolarmente interessante è l’outboard flap esterno, dalla geometria complessa, che sembra studiato per gestire con precisione l’effetto outwash e limitare le turbolenze generate dagli pneumatici, ottimizzando così l’efficienza complessiva del pacchetto.
Non si può descrivere la passione, la si può solo vivere
Prima dell’inizio di una stagione l’attesa è sempre tanta, soprattutto alla vigilia di un cambio regolamentare. L’attenzione degli appassionati del motorsport si concentra sulla presentazione delle nuove monoposto. Tutti i team suscitano interesse, ma nessuno riesce a farlo come la Ferrari. Nulla è più grande dell’attesa che porta al giorno della presentazione della nuova Rossa, la macchina da corsa per antonomasia.
Già dalle 4:00 di mattina i primi tifosi hanno iniziato ad appostarsi sul cavalcavia da cui parte via Abetone Inferiore e che segna l’ingresso della città di Maranello arrivando da Modena. Una località che il noto giornalista, Leo Turrini, ha simpaticamente ribattezzato “Ponte dei Sospiri”, da cui è possibile vedere il circuito di Fiorano. Gli appassionati della Rossa sono accorsi numerosissimi sin dalle prime ore dell’alba per potersi accaparrare un posto privilegiato per sentire i primi vagiti della SF-26.
Tifare la Rossa è più di una passione, è uno stile di vita. Il cuore dei Tifosi è sempre pronto a battere per la Scuderia. È quell’emozione viscerale che trasforma una giornata qualsiasi in un rito collettivo, dove il rombo del motore diventa musica e il rosso non è più un colore, ma segno di appartenenza. Né le sconfitte, né le disfatte possono intaccare la fede dei tifosi, perché essere parte della Ferrari è qualcosa di unico.