Dura meno di una settimana l’Australian Open di Jasmine Paolini. Il tempo di due partite convincenti, prima dello stop al terzo turno contro la diciottenne americana Iva Jovic: una predestinata alla prima vittoria in carriera contro una top10. Continua, invece, il periodo altalenante per la tennista azzurra.
La partita
Il primo set è uno spartito che parla solo americano. Jovic tiene sempre l’iniziativa e smista ottimamente il gioco, sia sul lato del dritto che su quello del rovescio. Paolini accusa problemi di stomaco e chiama il medical time out. Il caldo asfissiante certamente non aiuta. Salita rapidamente sul 5-2, la tennista a stelle e strisce chiude il parziale senza alcuna esitazione.
La seconda partita comincia sulla falsariga della precedente, con Jovic subito avanti di un break. Sotto 5-3 Jasmine trova una reazione di orgoglio e sfrutta le prime incertezze della giovanissima rivale. Che serve due volte per il match, sul 5-4 e sul 6-5, facendosi riprendere entrambe. Il tiebreak, però, premia nuovamente il tennis brillante e aggressivo della teenager, che strappa il pass per gli ottavi di finale. I primi in carriera a livello slam.
Paolini saluta Melbourne ☹️💔
In una giornata storta per Jasmine, la performance vicina alla perfezione della classe 2007 americana Iva Jovic le vale la prima vittoria contro una top10 in carriera e gli ottavi di finale degli Australian Open! pic.twitter.com/b7Xckanu2Y
— Eurosport IT (@Eurosport_IT) January 23, 2026
Si stava meglio quando si stava peggio
Un 2024 da incorniciare: due finali slam, il primo WTA 1000, la BJK Cup e il quarto posto nella classifica mondiale. Poi un inizio di stagione successivo complicato, il divorzio dallo storico coach Renzo Furlan e un’altalena di gioco e risultati. Un solo ottavo di finale slam, al Roland Garros. Per il resto un deludente secondo turno a Wimbledon, terzo in Australia e a New York. Con la bella parentesi della vittoria a Roma e quella della difesa del titolo nella BJK Cup.
Ma la bolla costruita negli anni con Furlan, quella di un tennis spumeggiante e della capacità mentale di superare ogni momento difficile, sembra essere scoppiata. E se è vero che i risultati non sono poi così mediocri, è altrettanto vero che le certezze accumulate si stanno sgretolando partita dopo partita. Lo dimostra il campo: più errori, meno aggressività, idee confuse. Lo conferma il linguaggio del corpo: pochi sorrisi, occhi bassi e spenti. Le due cose vanno di pari passo, ma la sensazione è che il tennis di Paolini non possa prescindere da un lato psicologico tutto, o quasi, da ritrovare.

A star is born
Il passaporto dice data di nascita 6 dicembre 2007, diciotto anni appena compiuti. Quel rettangolo di gioco che per lei è casa, recita però tutt’altra verità. Con un tennis aggressivo, apparentemente senza grossi punti deboli, e una copertura del campo invidiabile, Iva Jovic sembra destinata ai grandi palcoscenici.
Solo un anno e mezzo fa vinceva la sua prima partita tra le professioniste nello slam di casa. A gennaio 2026 è già numero 27 del mondo. Quello raggiunto in terra oceanica è il primo ottavo di finale in un major, difficilmente, però, sarà l’ultimo. Per movenze e stile ricorda un po’ il primo Holger Rune, ma la stella di Iva Jovic sembra destinata a brillare senza bisogno di luce riflessa.