Sicurezza negli stadi: cosa prevede il pacchetto Piantedosi

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha messo a punto un corposo pacchetto sicurezza che andrà all’esame del Consiglio dei Ministri nei prossimi giorni.

Un pacchetto per la sicurezza pubblica: le novità principali

Si tratta di due testi normativi: un decreto legge di 25 articoli e un disegno di legge di circa 40 che raccolgono circa 65 misure per rafforzare l’ordine pubblico e la sicurezza urbana. Tra gli aspetti più generali ci sono norme più severe contro la violenza giovanile, come l’ampliamento degli ambiti in cui il Questore può ammonire minorenni di 12-14 anni, introducendo ipotesi quali lesione personale, rissa e violenza privata che prima non rientravano nei criteri di intervento. Ai genitori o tutori dei minori destinatari di ammonimenti può essere comminata una sanzione da 200 a 1.000 euro, a sottolineare la volontà del governo di legare responsabilità educativa e ordine pubblico.

Il ministro dell’interno Matteo Piantedosi

Il pacchetto prevede anche divieti assoluti sul porto e la vendita di armi da taglio ai minori, con pene detentive e sanzioni accessorie come la sospensione della patente o del permesso di soggiorno in caso di violazioni. Sono confermate misure per istituire zone rosse nelle città dove si registrano episodi di illegalità ripetuti, potenziando il ruolo dei prefetti nel delineare aree con vigilanza rafforzata. L’obiettivo dichiarato è quello di dare strumenti più efficaci alle forze dell’ordine e alle autorità locali per prevenire reati diffusi e ridurre tensioni sociali.

La sicurezza negli stadi tra tecnologia e controlli

Il cuore più discusso del pacchetto riguarda la sicurezza negli impianti sportivi, tema che va oltre la sola pubblica sicurezza e tocca questioni di ordine civile e privacy. Nel testo è previsto l’uso di “sistemi di identificazione biometrica remota a posteriori”, ovvero tecnologie di riconoscimento facciale assistito dall’intelligenza artificiale. Questi strumenti saranno installati negli stadi e attivabili solo dopo che si sia verificato un reato durante una manifestazione sportiva. L’obiettivo è facilitare l’identificazione dei presunti responsabili di episodi violenti o illeciti all’interno degli impianti, collegando il volto allo spettatore registrato sul biglietto d’ingresso.

La funzione di questo sistema, secondo quanto spiegato dal Viminale, non sarebbe preventiva in sé, ma operativa a posteriori: una volta individuato l’autore di un atto violento o di un’aggressione, le forze dell’ordine possono ricorrere alle immagini per supportare provvedimenti come il DASPO (divieto di accesso alle manifestazioni sportive) o l’arresto in flagranza differita. Queste misure si innestano su un quadro normativo in cui il governo punta a rendere gli stadi luoghi più sicuri e meno permeabili alle frange più violente delle tifoserie.

Tornelli dello stadio con tecnologia di riconoscimento facciale

Tuttavia, l’introduzione di tecnologie biometriche ha riacceso il dibattito pubblico su temi delicati come privacy e libertà individuale, soprattutto nel contesto di eventi sportivi che tradizionalmente sono vissuti come momenti di aggregazione popolare. Critici sostengono che l’uso dei dati biometrici debba essere attentamente regolato affinché non diventi uno strumento di sorveglianza generalizzata, mentre i sostenitori della stretta sottolineano l’urgenza di strumenti efficaci per arginare gli episodi di violenza legati alle tifoserie.

Tra prevenzione e interpretazioni: la partita aperta della sicurezza

Nel complesso, il pacchetto sicurezza presentato da Piantedosi si inserisce in una più ampia strategia governativa volta a rafforzare il quadro normativo su sicurezza urbana, controllo del territorio e ordine pubblico. Le misure sugli stadi rappresentano una delle novità più rilevanti, proprio perché incrociano tecnologie emergenti, esigenze di ordine pubblico e sensibilità civiche legate alla tutela dei dati personali. Il dibattito, sia in Parlamento sia nell’opinione pubblica, è destinato a protrarsi mentre il provvedimento avanza nel suo iter legislativo.

 

A cura di Sebastiano Lodovici

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