Pacchetto sicurezza: le nuove misure dai rimpatri alle baby gang

Si chiama “pacchetto sicurezza”. Sono due provvedimenti, un decreto e un disegno di legge trasmessi dal Ministero dell’Interno e che verranno varati nei prossimi Consigli dei Ministri. Sicurezza pubblica, immigrazione internazionale e norme «antimaranza» contro il fenomeno delle baby gang sono solo alcuni dei punti di intervento del nuovo pacchetto di leggi.

Norme «antimaranza» e daspo post cortei

Viene introdotto un divieto assoluto di porto di coltelli. Nel caso il reato sia compiuto da un minore inoltre c’è la possibilità di arresto facoltativo. Sono quelle che la Lega chiama norme «antimaranza». È prevista anche una multa da 1.000 euro per i genitori. Il decreto interviene anche sul fronte manifestazioni. Viene esteso il daspo, il divieto di accesso alle infrastrutture pubbliche anche nei confronti di coloro che risultino denunciati o condannati per reati commessi in occasione di manifestazione. Tra le novità c’è anche il fermo di prevenzione. La detenzione di persone sospettate negli uffici di polizia fino a dodici ore.

Scudo penale agli agenti e zone rosse

Il decreto contempla per le forze dell’ordine la non iscrizione automatica nel registro degli indagati in presenza di una causa di giustificazione. Per chi agisce nell’adempimento di un dovere, con l’uso legittimo delle armi o per legittima difesa. Inoltre è prevista l’istituzione da parte dei prefetti di “zone rosse” nelle aree caratterizzate da ripetuti episodi di illegalità. Questa possibilità oggi è prevista solo in casi eccezionali o urgenti.

La stretta sull’immigrazione

La bozza del nuovo decreto sicurezza contiene un pacchetto importante di norme sull’immigrazione. Se da un lato viene potenziata la rete di strutture di accoglienza dall’altro ci sono una serie di strette, a cominciare dal ricongiungimento familiare. Vengono ampliate le categorie di cittadini stranieri che possono richiedere il ricongiungimento dei familiari, ma questo è accompagnato da un restringimento delle categorie di parenti per cui si potrà fare domanda. Scende anche l’età dei minori per i quali sono previsti percorsi di accoglienza. Le espulsioni saranno più facili dopo il secondo ordine di allontanamento del questore. Viene poi abrogata la norma che impone l’assistenza legale gratuita nei procedimenti legali contro il provvedimento di espulsione dei cittadini extra Ue senza prevedere una precedente verifica del reddito.

I centri in Albania

Il ddl regola anche la prima accoglienza dei migranti e il loro arrivo. Il Cdm potrà disporre l’«interdizione di durata non superiore a trenta giorni» di precise imbarcazioni su proposta del ministro dell’Interno, e con la possibilità poi di prorogarla fino a un massimo di sei mesi. Questo in caso di minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale. I migranti «eventualmente a bordo di imbarcazioni sottoposte a interdizione» possono essere portati in Paesi terzi diversi da quello di provenienza, con cui l’Italia ha accordi. Come ad esempio l’Albania, dove il governo italiano ha costruito dei centri per il rimpatrio.

Ci sono anche delle norme che anticipano l’introduzione del concetto di «Paese terzo sicuro», la cui identificazione ha ritardato l’entrata in funzione dei cpr, e che ora è previsto dalla direttiva dell’Unione Europea che entrerà in vigore nel giugno 2026. Aumentano anche i reati per cui il giudice può disporre l’espulsione. Ma viene anche delimitata la possibilità dei magistrati di decidere sulla convalida delle espulsioni. Per eseguire i rimpatri nel testo viene prevista una spesa complessiva di 8 milioni di euro.

Furto, reato senza querela e violenza minorile

Si reintroduce la procedibilità d’ufficio per il reato di furto aggravato e di furto con destrezza. Non necessiteranno più, come oggi, della presentazione della denuncia da parte della vittima. Per prevenire la violenza giovanile è previsto l’ampliamento dei reati per i quali si può applicare l’ammonimento del questore nei confronti di minorenni dai 12 ai 14 anni. Inserendo anche le ipotesi di lesione personale, rissa, violenza privata e minaccia qualora commessi con l’uso delle armi.

Riconoscimento con l’AI per violenza negli stadi

Negli impianti sportivi, a partire dagli stadi di calcio, si prevede l’introduzione di meccanismi dotati di una funzione di riconoscimento facciale integrata con componenti di intelligenza artificiale. Per l’Italia si tratta una novità non da poco. Il riconoscimento facciale degli spettatori si attiva solo dopo aver commesso un reato nel corso della manifestazione sportiva, supportando le forze di polizia nella identificazione del presunto autore anche ai fini dell’adozione di misure come il Daspo e l’arresto in flagranza differita.

Chiara Brunello

Sono laureata in comunicazione, media e pubblicità all'Università Iulm. Mi interesso di cronaca nera, politica interna ed estera.

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