Donna uccisa dall’Ice a Minneapolis: video smentiscono la versione della Casa Bianca

Esattamente come sei anni fa, per la morte di George Floyd, la città di Minneapolis si è mossa in protesta per l’ennesima vittima della brutalità delle forze dell’ordine. Renee Nicole Good, 37enne, poetessa e madre di tre figli è stata uccisa il 7 gennaio da un agente Ice (Immigration and Costums Enforcement) durante una retata anti migranti. Diversi video in rete mostrano quanto accaduto: la vittima alla guida di un Suv rosso si trova di traverso sulla strada, quando si avvicinano due agenti dell’Ice che cercano di aprire la portiera dopo il rifiuto della donna di scendere dal veicolo. La macchina si muove leggermente in retro prima di ripartire accelerando. Un altro agente fa fuoco per tre volte ferendo mortalmente Renee. Un medico presente sulla scena cerca di avvicinarsi per prestare soccorso ma è allontanato dagli agenti.

Sulle indagini in corso è anche calato un velo. L’Fbi ha preso il controllo di ogni aspetto estromettendo la polizia locale e il Bureau of Criminal Apprehension, unità creata nel 2020 dopo l’omicidio di George Floyd, avvenuto a pochi isolati da dove Renee ha perso la vita.

 

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La politica

Dalla Casa Bianca la sentenza è immediata. Trump parla di un «investimento violento, intenzionale e crudele» e la segretaria alla Sicurezza interna, Kristi Noem, ha aggiunto che si è trattato «di un atto di terrorismo domestico. La donna impediva le azioni all’Ice» e «il veicolo è stato usato per colpire l’agente». Il vicepresidente JD Vace ha accusato la vittima di essere «un’agitatrice», mentre conferma che l’agente godrà dell’immunità per «aver agito per autodifesa». Per i vertici della Casa Bianca la causa dell’agitazione è dovuta al clima politico alimentato dalla sinistra radicale.

Le tesi dei repubblicani sono in totale opposizione a quelle degli esponenti democratici. Il sindaco di Minneapolis, Jacob Frey, ha dichiarato che gli agenti dell’Ice «hanno sparato in modo sconsiderato e devono andarsene dalla città». Anche il governatore dello Stato, Tim Walz, ha accusato Trump di divulgare notizie false e che cerca solo una scusa per «dispiegare più truppe sul terreno». Diverse manifestazioni sono sorte per il Paese. In Minnesota ci sono state tensioni e scontri tra manifestanti e agenti federali, con il lancio di lacrimogeni e spray urticanti per disperdere la folla.

 

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Immigration and Costums Enforcement

Nata nel 2001 in seguito agli attacchi terroristici e responsabile del controllo dell’immigrazione e dei confini del Paese, come scrive Massimo Basile su Repubblica, con Donald Trump l’Ice è diventata una milizia. «I pretoriani del presidente» sono ben pagati e armati fino ai denti. Attualmente sono circa 22mila gli agenti e dispongono di un budget di 30 miliardi l’anno in continua crescita. Dal 2025, infatti, la spesa federale per armare l’agenzia è cresciuta del 600%. Il governo di Washington sembra lasciare loro un grande margine di impunità, come testimonia la storia di Renee. I video dell’incidente mostrano come nessun agente fosse in pericolo di vita, eppure la versione di Trump è totalmente contraria. «Sembra davvero un miracolo che sia ancora vivo, ma si sta riprendendo in ospedale». Un video mostra però come subito dopo l’omicidio l’agente illeso abbia attraversato la strada e dato indicazioni ai suoi colleghi di disperdere la folla. Il ricovero in ospedale, riporta Repubblica, «pare essere un espediente usato spesso dalle forze dell’ordine per alleggerire la responsabilità di chi è coinvolto in abusi».

 

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