La geopolitica come la conosciamo potrebbe cambiare volto, e a muovere i fili del mondo è ancora una volta Donald Trump. Il presidente americano, dopo il blitz in Venezuela che ha portato all’arresto del dittatore Nicolás Maduro, torna ad interessarsi alla Groenlandia, parlando di una eventuale proposta di acquisto. Ma è possibile comprare l’isola appartenente alla Danimarca?
RISORSE E VANTAGGI
Non è una novità che il tycoon sia interessato al Paese. Già nel corso del suo primo mandato nel 2019 aveva espresso il desiderio di comprarla, paragonando una potenziale acquisizione a una «grande operazione immobiliare». Negli ultimi giorni Trump è tornato a parlarne affermando che «La Groenlandia è essenziale per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti». Ma i motivi dietro il suo interesse sono ben diversi.

Matteo D’argenio, docente di Diritto Internazionale e di Organizzazioni Internazionali all’Università IULM di Milano, ha spiegato che «molti analisti concordano nel ritenere che il sottosuolo della Groenlandia sia ricco di terre rare, e di altre risorse economicamente rilevanti». Il clima freddo rappresenterebbe anche un’altra attrattiva: «I data center, necessari allo sviluppo della IA, necessitano di essere continuamente raffreddati ed il clima polare si presterebbe bene allo scopo». Oltre all’isola in sé, lo scioglimento dei ghiacci «permetterebbe alle navi un transito diretto, più rapido ed economico tra l’Oriente e la costa occidentale degli USA e l’Europa». La rotta, nota come “passaggio a Nord Ovest”, sarà sempre più strategica per gli scambi commerciali, portando gli Stati Unti ad avere una presenza ancora più massiccia nell’economia mondiale.
INTERESSE PROLUNGATO
Trump non è il primo presidente americano che ambisce al Paese. Come ci ricorda il professor D’argenio, è già accaduto «sotto la presidenza Wilson e poi sotto quella di Eisenhower». Anche il presidente Harry Truman era arrivato ad offrire 100 milioni di dollari per l’isola.
Sono casi, questi, che risalgono ad un’epoca in cui nel diritto internazionale i territori erano considerati un bene negoziabile. Il professore D’argenio spiega che «in più di una occasione gli USA hanno acquistato territori da altre nazioni. Si pensi all’acquisto per 15 milioni di dollari della Louisiana francese dalla Francia di Napoleone a inizio ‘800, e al successivo acquisto sessant’anni dopo dell’Alaska dalla Russia al prezzo di poco più di 7 milioni di dollari».
L’ACQUISTO è POSSIBILE

Nel 2026 l’intenzione di Trump sembra anacronistica con gli stati nazione, i principi di sovranità e di autodeterminazione dei popoli. Nonostante ciò, la cessione di territori da uno Stato ad un altro è ancora consentita dal diritto internazionale. Il professore D’argenio prosegue: «Ad essere vietata è la conquista di territori altrui mediante l’uso della forza. Il divieto è sancito con estrema chiarezza dall’art. 2 della Carta delle Nazioni Unite», principio fondamentale del sistema giuridico attuale.
Se la Danimarca prendesse davvero in considerazione la cessione della Groenlandia agli Stati Uniti, occorrerebbe una consultazione popolare degli abitanti dell’isola. Lo prevede il sopracitato diritto di autodeterminazione dei popoli e «il principio di partecipazione democratica alle scelte politiche di maggior rilievo». Sono però prospettive irrealistiche oggi, perché – come spiega il docente – il governo danese continua ad essere fermamente contrario e così pure la popolazione groenlandese», che negli anni sta cercando di ottenere una progressiva indipendenza dalla stessa madrepatria danese.
Il No rispetto all’acquisizione, non ha impedito al Paese di stipulare nel 1951 un trattato, ancora in vigore, che consente agli americani l’insediamento di basi militari in Groenlandia e di incrementare la loro presenza militare «in ottica di comune difesa da minacce esterne».

QUANTO COSTEREBBE LA GROENLANDIA
Un’isola così strategica quanto potrebbe costare? Si stima che l’isola ospiti risorse minerarie del valore di 4.400 miliardi di dollari, senza considerare che, una volta proprietari, gli Stati Uniti di Trump potrebbero accrescere l’industria mineraria e petrolifera. Però la cifra esatta, al momento, è difficile da quantificare. Il professor D’argenio afferma che «se le parti dovessero mai entrare in trattativa gli esiti sarebbero difficili, se non impossibili, da prevedere».
Intanto, Donald Trump cerca di ottenere l’appoggio dal basso, discutendo la possibilità di versare un pagamento forfettario agli abitanti dell’isola per convincerli a separarsi dalla Danimarca. Fonti dell’amministrazione Trump parlano di cifre che vanno dai 10 ai 100mila dollari a persona.