Era circa l’1:30 dei giovedì 1 gennaio quando i festeggiamenti per il nuovo anno si sono trasformati in una tragedia. A Crans-Montana, località sciistica svizzera nel cantone Vallese, il locale Le Constellation si è trasformato in una trappola di fuoco per decine di giovani. Gli ultimi bilanci parlano di almeno 47 morti e 112 feriti, molti dei quali in gravi condizioni. Il locale era pieno di giovanissimi, era uno dei pochi bar della zona a permettere l’ingresso anche ai minorenni. Le cause dell’incendio non sono ancora state chiarite: sembrerebbe, come raccontano testimonianze, che una ragazza portata sulle spalle da un cameriere abbia agitato in alto una bottiglia di champagne con una fontana di scintille. Il soffitto, coperto da un materiale sintetico insonorizzante avrebbe quindi preso fuoco, innescando il rogo. Altri parlano di più persone con le stesse bottiglie e fontane di scintille, mentre altri riferiscono della fiammata di un petardo.
La struttura del locale
Il bar era stato rilevato da una coppia di imprenditori francesi – Jessica e Jacques Moretti – nel 2015, quando era in stato di abbandono. Si strutturava su due livelli: il piano terra con un bar e grandi schermi e raggiungibile con una stretta scala un piano seminterrato con una pista da ballo, tavoli e un secondo bancone. Non è ancora chiaro quanti giovani si trovassero nel piano inferiore per festeggiare, il locale poteva ospitare fino a 400 persone. È proprio qui che si è sviluppato l’incendio, che poi ha divorato l’intero bar.
I ragazzi presi dal panico si sono ammassati sulla scala per scappare mentre un fumo denso ha reso l’aria irrespirabile. Anche dal piano terra i clienti sono scappati verso l’uscita che si trova davanti alle scale. La calca ha congestionato così l’unica via di fuga del locale. Alcuni clienti hanno rotto una vetrata per cercare un’altra uscita, ma le fiamme si sono propagate rapidamente e hanno divorato tutto il locale e chi è rimasto attardato.
Vittime e feriti

Gli esperti hanno definito l’incendio con il termine flashover, ovvero il passaggio brusco da un rogo localizzato a uno di estensione maggiore. Fumo e calore si sono accumulati facendo aumentare velocemente la temperatura e innescando l’accessione di altri oggetti infiammabili e un più rapida propagazione delle fiamme.
Decine di feriti gravi sono stati trasportati in elicottero ai due centri grandi ustionati della Svizzera, negli ospedali universitari di Zurigo e Losanna. Il capo del dipartimento della sicurezza del Canton Vallese, Stéphane Ganzer, ha riferito alla radio francese Rtl, «80-100 persone sono in condizioni critiche», lasciando intendere che il bilancio potrebbe ancora aggravarsi. «Delle centinaia di persone ricoverate negli ospedali – ha aggiunto – molte non sono state ancora identificate». Come confermato dalla Farnesina tra i feriti ci sono 19 italiani. Tre di loro sono stati trasferiti in Italia al Niguarda, 10 sono stati ospedalizzati, 6 sono risultano ancora dispersi. A ieri risultavano ancora 5 vittime da identificare (di nazionalità non note) e 47 vittime totali.
Il riconoscimento di vittime e feriti è molto difficile per le ustioni riportate, ha scritto la Farnesina. «È molto, molto difficile fare accertamenti anche sull’identità delle vittime poiché, ahimè, l’incendio li ha devastati. Ci vorranno settimane, forse, per comprendere chi sono le vittime e identificarle», ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani. È stato allestito un punto di raccolta per i familiari presso il centro congressi, le Regent di Crans-Montana e aperta una help line da parte della polizia cantonale che risponde al numero +41848112117 contattabile anche dall’Italia.
I soccorsi

Le autorità del cantone Vallese hanno dichiarato che il dispositivo emergenziale è scattato immediatamente, portando alla mobilitazione di 10 elicotteri, 40 ambulanze e 150 operatori sanitari. Le vittime sono state trasportate in diversi ospedali svizzeri, tedeschi, italiani e francesi. Il terribile incedente ha esasperato la pressione sulle strutture ospedaliere, per questo motivo le autorità hanno chiesto alla popolazione di moderare le proprie azioni per evitare di mettere ulteriore pressione al sistema sanitario.
La procuratrice generale Béatrice Pilloud ha affermato che le autorità del Vallese stanno facendo tutto il possibile per chiarire le circostanze del disastro e vogliono fornire risposte «nel modo più rapido ed esaustivo possibile». La Procura sta valutando diverse ipotesi sulla sequenza degli eventi. Sono stati interrogati diversi testimoni; inoltre, sono stati sequestrati telefoni cellulari, che sono ora in fase di analisi. L’indagine stabilirà anche se le misure di sicurezza siano state rispettate dal locale.