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L’Austria sembra essere finalmente arrivata a un accordo per il nuovo governo. I tre partiti “sconfitti” metteranno da parte le loro divergenze per fare fronte comune contro il vincitore delle elezioni, il partito di ultradestra FPO guidato da Herbert Kickl.
Il cordone sanitario
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Quante volte abbiamo sentito dire “chi vince regna”? Ma non sempre vale, almeno in politica, dove per mettere d’accordo più parti capita che se ne debba escludere una, anche quando è delle più forti. In gergo si chiama “cordone sanitario” e l’esempio più recente arriva dall’Austria. A farne le spese è l’ultradestra di Herbert Kickl, leader del Partito della Libertà d’Austria (FPO), uscito vincitore alle elezioni del 29 settembre 2024.
Dall’ultima tornata elettorale, il Paese non è ancora riuscito a trovare una quadra per la composizione del governo. Fino a questa settimana, quando sono filtrate le prime indiscrezioni di un accordo. Dopo cinque mesi di stallo, i quattro partiti centristi sono riusciti a concordare una maggioranza che escluda l’FPO.
Un’esperienza di governo inedita
L’impasse più lunga dal secondo Dopoguerra sboccherà, salvo sorprese, in un governo a tre: i conservatori del Partito popolare austriaco (OVP), i socialdemocratici dell’SPO e il partito di orientamento liberale NEOS. Ovvero il secondo, il terzo e il quarto partito per numero di voti alle elezioni dello scorso settembre. Con il benestare dei Verdi, da cui proviene Alexander Van der Bellen, presidente della Repubblica dal 2017.
La carica di cancelliere andrà al leader dei popolari Christian Stocker. Consapevole del fragile patto che lo sostiene: «Sono stati i negoziati più difficili della nostra storia», ha ammesso. È la prima volta che si verifica un governo a tre, una Grosse Koalition che sembra avere come unico denominatore comune l’opposizione ai populisti di FPO.
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Le priorità del nuovo governo saranno legate agli stessi temi che hanno fatto la fortuna di Kickl in campagna elettorale: euroscetticismo e politiche migratorie. Con la sua posizione anti-sistema e nazionalista, Kickl si è presentato come un sostenitore della remigrazione, ovvero il ritorno forzato dei migranti nel loro Paese d’origine.
L’ultradestra all’opposizione anche in Germania e Francia
Non avrà vinto le ultime elezioni, ma l’AfD di Alice Weidel, partito di ultradestra tedesco, sta a sua volta facendo le spese del cordone sanitario. Per il vincitore delle elezioni, Freidrich Merz, l’obiettivo resta formare un governo entro Pasqua. Per farlo, la sua CDU cercherà l’alleanza dei socialdemocratici, i quali, pur avendo perso moltissimi voti, rimangono un alleato più accettabile della Weidel.
Così l’Afd tedesca e l’FPO austriaca vivranno nei prossimi mesi l’esperienza di fortissimi partiti d’opposizione, in maniera non dissimile da quanto accade in Francia con il Rassemblement Nationale di Marine Le Pen. E se anche non governeranno nei rispettivi Paesi, l’insieme di queste forze di estrema destra potrebbe avere ben più peso sugli equilibri dell’Unione europea.