Ucraina: Russia ritira truppe al confine, la Nato vigila

Conclusione delle esercitazioni militari. È quanto afferma il Cremlino mentre parte l’operazione di ritiro delle truppe russe dal confine con l’Ucraina. Le tensioni degli ultimi giorni, che avevano fatto temere un possibile conflitto armato, tengono comunque in allerta la NATO.

«Non ci sono segnali sul terreno che la Russia stia riducendo le truppe ai confini dell’Ucraina» – ha riferito Jens Stoltenberg, segretario generale dell’Alleanza Atlantica – anche se «ci sono segnali da Mosca che la diplomazia deve continuare e questo è materia per un cauto ottimismo».

IL CONFLITTO

Il casus belli è l’installazione di basi militari. L’Ucraina ha formalizzato nei mesi scorsi una richiesta di adesione al Trattato del Nord Atlantico. Ma la strada appare in salita, soprattutto per l’opposizione della Russia, che rivendica la propria influenza nelle aree appartenenti all’ex Unione Sovietica.

In particolare, Vladimir Putin vuole che la NATO rinunci alle sue attività nell’est-Europa. La richiesta del presidente russo è quella di ripristinare la situazione antecedente al 1997, quando ancora diversi territori, come Repubblica Ceca, Ungheria e Polonia, non erano stati ammessi.

LE AZIONI DIPLOMATICHE
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Il presidente russo Vladimir Putin (a sinistra) e quello americano Joe Biden

Nei giorni scorsi, Putin ha sentito telefonicamente Joe Biden. L’Occidente è pronto ad aprire un confronto diplomatico, ma dopo la débâcle in Afghanistan, il presidente americano non può concedersi ulteriori passi falsi. Ha quindi minacciato «costi severi» in caso di invasione russa.

Nel frattempo, diversi governi stanno invitando i loro connazionali ad abbandonare immediatamente l’Ucraina. Motivo per cui si sono intensificate le operazioni di diplomazia. Putin ha incontrato il leader francese Emmanuel Macron e quello tedesco Olaf Scholz. Previsto in settimana anche un vertice tra il ministro degli esteri italiano Luigi Di Maio e l’omologo russo Sergej Lavrov.

IL RUOLO DELLA CINA

In tutto questo, colpisce il silenzio della Cina, impegnata con i giochi invernali di Pechino. In realtà il dragone, da molti ritenuto il principale partner commerciale della Russia, sta seguendo con molta attenzione le vicende oltreoceano. Un eventuale cedimento su Kiev potrebbe infatti aprire la strada ad un attacco cinese verso Taiwan. Ed è ciò che spinge la NATO a mantenere alta la guardia.

«Russia e Cina sono due regimi autoritari che non condividono il nostro sistema di valori, vogliono un mondo dove i grandi paesi decidono il destino di quelli più piccoli, senza riconoscere le loro scelte sovrane», ha sottolineato sempre Jens Stoltenberg per l’Alleanza Atlantica.

Stefano Gigliotti

Calabrese. Appassionato di musica, cinema, seguo con molto interesse anche la politica e gli esteri. Mi piace approfondire e non fermarmi alla superficie delle cose. Sono fondamentalmente un sognatore. Il giornalismo mi aiuta ogni tanto a fare ritorno alla vita reale.

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