Sanremo: una storia italiana tra successi e polemiche

Dal Teatro Ariston di Sanremo, il 1° febbraio 2022 prende il via la 72ª edizione del Festival della Canzone Italiana. Nata nel 1951, la kermesse è diventata negli anni uno degli appuntamenti più attesi dal pubblico. Da qui è passato oltre mezzo secolo di storia musicale del paese, tanto da rendere la locuzione “brano sanremese” sinonimo stesso di musica leggera italiana. Di seguito una cronistoria del Festival.

DAL TRIONFO DI MODUGNO ALLA SCOMPARSA DI TENCO
Domenico Modugno durante il Festival di Sanremo 1958

Dopo le prime edizioni interlocutorie, caratterizzate da un numero ridotto di partecipanti, il punto di svolta arriva nel 1958. Domenico Modugno trionfa sulle note di “Nel blu dipinto di blu”. L’immagine del cantante, che con le braccia spalancate recita volare, è il simbolo di un paese che dalle macerie del dopoguerra plana verso il boom economico. Gli anni sessanta rappresentano forse il periodo d’oro della manifestazione, ma anche quello legato alla nascita delle prime polemiche e vicende controverse.

Nel 1967 Luigi Tenco perde la vita nella sua camera d’albergo, poche ore dopo essere stato eliminato con il brano “Ciao amore, ciao” cantato in coppia con Dalida. Stando alle ricostruzioni dei conoscenti, Tenco pensava di indire una conferenza stampa per denunciare la combine di scommesse clandestine che manovrava il Festival. La sua morte, ufficialmente attribuita a suicidio, rimane tuttora avvolta nel mistero.

LE CONTESTAZIONI, LA CRISI E LA RINASCITA

Da quel momento, Sanremo perde la spensieratezza degli esordi e si appresta a vivere la stagione delle contestazioni. Ne fanno le spese Adriano Celentano e Claudia Mori per “Chi non lavora non fa l’amore”. Il brano, vincitore nel 1970, mentre impazzano le lotte sindacali, viene definito qualunquista e anti-operaio.

A partire dal 1973, la Rai decide di ridurre la copertura televisiva, mandando in onda solo la serata finale. È l’inizio di un periodo di crisi che dura fino agli anni ottanta, quando nel clima di un graduale disimpegno politico, si riaccende l’interesse per il Festival. E con il successo tornano anche le polemiche.

Il finto pancione di Loredana Bertè a Sanremo 1986

Nel 1980 Roberto Benigni riceve la scomunica dagli ambienti ecclesiastici per essersi riferito, al termine di un discorso sul sesso, con l’appellativo Wojtylaccio nei confronti del Papa. Mentre sei anni più tardi, Loredana Bertè si presenta con un finto pancione per simulare una gravidanza sulle note di “Re”. Sanremo da semplice rassegna canora si trasforma in vero e proprio evento d’intrattenimento. L’edizione del 1987, la prima rilevata dall’Auditel, è la più seguita di sempre con uno share medio del circa 70%.

LE POLEMICHE DAGLI ANNI NOVANTA AD OGGI

Il Festival è ormai una istituzione nazional-popolare, come recita il celebre motivetto “Perché Sanremo è Sanremo” introdotto nel 1995. Proprio in quella edizione, Pippo Baudo sventa in diretta televisiva il tentativo di uno spettatore di lanciarsi dalla balconata dell’Ariston. Super Pippo si prende gli applausi, ma anche le accuse di avere preparato il tutto a tavolino.

Nel 1996 la mancata vittoria di Elio e le Storie Tese con “La terra dei cachi” riaccende invece le polemiche su presunte irregolarità del voto. Il brano, caratterizzato da uno stile sarcastico verso gli scandali italiani, cede il primo posto alla più rassicurante “Vorrei incontrarti fra cent’anni” di Ron e Tosca, dopo avere dominato le classifiche fino all’ultima serata. Discorso simile l’anno seguente, con il trionfo a sorpresa degli sconosciuti Jalisse e la loro “Fiumi di parole”.

La vittoria dei Jalisse al Festival di Sanremo 1997

Non mancano altri episodi nel nuovo millennio. Dai Placebo che distruggono gli strumenti sul palco, a Povia contestato dalla comunità LGBT per il testo di “Luca era gay”. Nel 2010 la protesta arriva direttamente dall’orchestra: i musicisti lanciano in aria gli sparititi per l’ingresso nel podio di Emanuele Filiberto di Savoia. Il nipote dell’ultimo re d’Italia viene criticato per le scarse qualità canore, oltre che per la retorica presente nel testo, autobiografico, di “Italia amore mio”.

Nelle ultime edizioni le attenzioni si sono concentrate sui travestimenti di Achille Lauro e la querelle tra Bugo e Morgan. Il loro litigio sul palco è diventato il video italiano più visto nelle prime 24 ore dalla pubblicazione. Anche quest’anno, insieme ai pronostici sul vincitore, in molti scommettono su qualche immancabile polemica. Quale sarà? Lo scopriremo presto.

Stefano Gigliotti

Calabrese. Appassionato di musica, cinema, seguo con molto interesse anche la politica e gli esteri. Mi piace approfondire e non fermarmi alla superficie delle cose. Sono fondamentalmente un sognatore. Il giornalismo mi aiuta ogni tanto a fare ritorno alla vita reale.

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