Po in secca: paesi riforniti con le autobotti nel Nord Italia

Emergono nuove foto inquietanti sulla secca del Po. Una enorme distesa di sabbia ha ormai mangiato tratti lunghi e profondi di fiume, lasciando alle sue spalle uno stato di profonda desertificazione. In alcune città del Nord Italia «sono già in azione le autobotti per l’approvvigionamento perché i serbatoi locali afferiscono a sorgenti che non ci sono più». Sono le parole rilasciate all’Ansa da Meuccio Berselli, segretario generale dell’Autorità distrettuale del Fiume Po, dopo l’allarme già lanciato nei giorni scorsi dall’Osservatorio sulla siccità.

LA SICCITÀ

La situazione preoccupa gli esperti da mesi a causa della grande siccità che dopo l’autunno ha colpito varie zone dall’Italia. Con la fine dell’inverno, era riposta una piccola speranza nell’arrivo delle piogge primaverili, che ci sono state ma non in misura tale da attenuare gli effetti di settimane senza precipitazioni. L’avvicinarsi dell’estate e il notevole aumento delle temperature non hanno fatto altro che peggiorare ulteriormente il quadro.

Stando alle parole della Autorità distrettuale del Fiume Po è la peggiore crisi degli ultimi 70 anni: «La neve sulle Alpi è totalmente esaurita in Piemonte e Lombardia; i laghi, a partire dal Lago Maggiore, sono ai minimi storici del periodo; la temperatura è più alta fino a due gradi sopra la media.» 

GLI INTERVENTI

Sull’emergenza è intervenuta anche Utilitalia, l’associazione che riunisce le società di gestione degli acquedotti. La proposta è uno stop dell’erogazione dell’acqua potabile nelle ore notturne, per rimpinguare i livelli dei serbatori, in 125 comuni nella valle del Po. Tra questi nessuno dell’Emila-Romagna («dove l’acqua arriva dalla diga di Ridracoli che ha immagazzinato buone scorte in autunno», sottolinea Berselli). La maggior parte sono in Piemonte, 100, mentre i restanti 25 comuni si trovano in Lombardia, specie nella provincia di Bergamo. Qui serbatoi locali «afferiscono a sorgenti che non ci sono più».

Secondo la Confederazione italiana degli Agricoltori Italiani la situazione è drammatica in quanto «senza acqua, è a rischio fino al 50% della produzione agricola e zootecnica del Bacino padano, tra i più importanti d’Italia». Il problema siccità rischia di compromettere anche il comparto turistico in piena stagione balneare. Per questo la Cia chiede interventi rapidi per realizzare una nuova rete di invasi e piccoli laghi per accumulare l’acqua e stoccarla in caso di necessità.

LA FOTO DEL CAMMELLO
Il cammello immortalato sul letto del Po

Tra le tante foto che girano sul web colpisce quella di un cammello immortalato sul letto del Po in secca a Boretto, in provincia di Reggio Emilia. In molti hanno pensato a un fotomontaggio: l’immagine è reale, anche se stavolta non c’entrano la siccità e la crisi idrica. Come riporta il Resto del Carlino, si tratta infatti di una trovata promozionale per una festa che si terrà alla fine del mese di giugno su una spiaggia locale. Lo scatto è comunque emblematico per descrivere lo scenario “desertico” che da mesi avvolge le aree intorno al Po.

Stefano Gigliotti

Calabrese. Appassionato di musica, cinema, seguo con molto interesse anche la politica e gli esteri. Mi piace approfondire e non fermarmi alla superficie delle cose. Sono fondamentalmente un sognatore. Il giornalismo mi aiuta ogni tanto a fare ritorno alla vita reale.

No Comments Yet

Leave a Reply