È pieno giorno ma oggi, 31 luglio, per il mondo del pallone il sole non è mai sorto. Anzi, il buio della notte si è fatto più cupo. Ha perso la sua stella, Franco Baresi, che a 66 anni si è spenta a causa di un nodulo polmonare diagnosticato un anno fa. Bandiera del Milan e della Nazionale, lascia un vuoto incolmabile per chi ama e ha amato questo sport. Per una volta non ci sono colori che tengano o fedi che si oppongano, perché “Il Capitano” è stato più grande di quella maglia a tinte rosse e nere che ha vestito per 719 volte.
Una carriera leggendaria
Quando ancora il calcio era soprattutto amore per una maglia, Franco Baresi ha sposato il Milan senza mai tradirlo nemmeno per un istante. Ha giocato 719 partite con il Diavolo, meno solamente di Paolo Maldini (906) e indossato la fascia di capitano per quindici lunghi anni. Onorandola sempre, nelle vittorie e ancora di più nelle sconfitte. Scendendo in campo con il fuoco negli occhi e nell’anima di chi voleva assolutamente vincere, ma giocando con lealtà e rispetto per l’avversario in ogni occasione. Fermandosi e riconoscendo i meriti di chi durante la sua carriera, anche solo per una singola partita, aveva fatto meglio di lui.
Ha vinto sei Scudetti, compreso quello che ha regalato ai rossoneri la prima, e unica, stella della sua storia. E se non bastassero può vantare anche 3 Champions League, 2 Coppe Intercontinentali e 4 Supercoppe Italiane. La sua maglia numero 6 è stata la prima a essere ritirata nella storia del nostro calcio. Da quel primo giorno di giugno del 1997, sua ultima partita ufficiale, nessun giocatore del Milan ha più potuto indossare quel 6 bianco sulla schiena: l’asticella era stata messa troppo in alto per poter essere superata. Quando si assiste alla storia, è giusto commemorarla. E Franco Baresi la storia l’ha scritta con un pennarello indelebile che nemmeno il buio più grande, quello della morte, potrà cancellare.
La Storia del Milan è in lacrime per la scomparsa di Franco Baresi. Il suo esempio e la sua profondità saranno, per sempre come la sua maglia numero 6, parte integrante e fondamentale del DNA e del cammino di tutto il Club. Le condoglianze che AC Milan porge alla famiglia tutta… pic.twitter.com/a8wNOCUc2o
— AC Milan (@acmilan) July 31, 2026
Dolore universale
Si potrebbero elencare numeri, dati e statistiche. La verità è che ci rendiamo conto di quanto grande è stata una persona nel momento in cui viene a mancare. Sono passate poche ore dalla scomparsa di Baresi e tutto il mondo del calcio è in lutto, nessuno escluso. Giocatori rivali come quelli neroazzurri, ex compagni di squadra, giovani che lo hanno visto su YouTube e anziani che sono cresciuti nel suo mito. E oggi, le parole di stima e ammirazione spese nei suoi confronti da niente di meno di Diego Armando Maradona (con la maglia di Baresi indossata) risuonano più forti nel silenzio assordante che la morte di Franco si porta con sé.
L’ultima apparizione pubblica risale al 6 febbraio, quando sulle note di “Nessun Dorma” di Luciano Pavarotti lo storico capitano del Milan aveva portato la torcia olimpica a San Siro. Forse è solo una strana coincidenza, o forse il destino aveva già deciso. Il suo saluto alla gente che lo ha amato non poteva che essere nel suo stadio, con una fiamma ardente a camminare con lui. Quella che sentiva ardere ogni volta che allacciava gli scarpini prima di scendere in campo. La stessa che continuerà a bruciare nel ricordo di un mito, adesso che la sua ha deciso di spegnersi per sempre.
