Fca-Renault, richieste garanzie dal governo francese

Continuano le trattative per la fusione Fca-Renault. A prendere parola questa volta è il governo francese. Lo stato, che detiene il 15% delle azioni del gruppo Renault, ha chiesto ulteriori garanzie per concludere la fusione tra le due potenze delle auto. L’intento è evitare tagli all’occupazione e difendere gli interessi nazionali. Bruno Le Maire, ministro delle Finanze, ha chiesto che vengano esaurite alcune richieste. In primis che il quartier generale operativo del nuovo gruppo abbia sede a Parigi; in secondo luogo un dividendo per gli azionisti della casa francese e anche un posto nel nuovo cda riservato al governo francese.

Nel dibattito sulla trattative si inserisce anche il ceo di Nissan Hiroto Saikawa, partner del gruppo transalpino. Secondo il numero uno della casa nipponica infatti una fusione «altererebbe significativamente la struttura del nostro partner Renault. Ciò richiederebbe una revisione fondamentale della relazione esistente tra Nissan e Renault». Saikowa ha anche detto che l’unione italo-francese apporterebbe vantaggi all’entità nel suo completo. Secondo il ceo della casa giapponese infatti l’entrata di Fca nell’Alleanza potrebbe portare a nuove e interessanti opportunità. Al momento Renault controlla il 43% di Nissan, e il gruppo di Saikawa possiede il 15% della casa francese (senza aver però diritto di voto).

Se l’unione venisse ufficializzata, si tratterebbe della più importante fusione tra aziende francesi e italiane della storia moderna dell’industria. Il prossimo consiglio d’amministrazione di Renault è stato fissato martedì prossimo: sarà quella l’occasione per dare una risposta alla proposta del gruppo italoamericano Fca. Lo stato francese fa sapere che vigilerà sull’intera trattativa, per assicurare il rispetto delle quattro condizioni del colosso transalpino per poter dare il via all’unione. Rispetto per la precedente alleanza Renault-Nissan, tutela dei posti di lavoro e degli stabilimenti industriali, ma anche direzione d’impresa equa e partecipazione del gruppo in divenire al progetto europeo sulle batterie elettriche.

Se dalla Francia venisse dato il via libera, la fusione produrrebbe un colosso da 8,7 milioni di veicoli l’anno, e con un valore di borsa pari a 30 miliardi di euro, quotato in tre delle principali borse mondiali (Parigi, New York e Milano). Secondo la proposta avanzata da Fca – che dovrebbe essere un «prendere o lasciare» – John Elkann sarebbe il presidente, mentre Jean-Dominique Senard dovrebbe avere il ruolo di capo esecutivo. Non resta che attendere il cda di martedì prossimo per sapere come si evolverà la trattativa.

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