Roma: Claudio D’Alessio processato violenza privata contro la sua colf

L’italiano lo parla con difficoltà. Ma i ricordi di Halyna Levkova – tempo fa colf di Claudio D’Alessio (figlio di Gigi) sotto processo per i comportamenti tenuti verso la donna – emergono con nitidezza davanti al giudice: «La telefonata di Claudio non la scorderò mai. Dopo avermi picchiata e cacciata di casa nel cuore della notte, mezza nuda, mi ha chiamato mentre ero al pronto soccorso e mi ha detto: “Se mi denunci, faccio salire i miei amici di Napoli, quelli che tu sai, e faccio uccidere tuo figlio (Nazar, 24 anni)”». È il fulcro della testimonianza durata due ore e mezzo della domestica che con la sua denuncia ha fatto finire Claudio sotto processo con l’accusa di lesioni e violenza privata.

Secondo il pm Giovanni Mento, la notte del 5 luglio 2014 il figlio del cantante, 30 anni, l’ha percossa causandole ematomi su tutto il corpo e poi l’ha cacciata dalla sua abitazione in via Giuseppe Mercalli, ai Parioli, dove per anni ha vissuto al suo servizio. Ieri la donna, 58 anni, ha ripercorso in aula i momenti di quella serata: «Nell’appartamento ho dormito sempre in una stanza senza porta e armadio, al limite della schiavitù, lavorando in nero 15 ore al giorno. E lui non mi ha quasi mai pagato. Ero pronta ad andarmene. Quella sera Claudio e la compagna Nicole Minetti fanno rumore. Scendo per dirgli di smetterla, di farmi dormire. Allora lui mi aggredisce: “È casa mia e faccio quello che mi pare”».

«Gli dico che avrei chiamato il padre per i soldi. Lui, come una furia, ha preso le mie cose, mi ha spinto contro il muro, poi ha minacciato di uccidermi e infine mi ha sbattuto fuori casa. La compagna per la paura si è chiusa a camera». Una volta in strada, con addosso solo una maglietta, la donna si è recata al pronto soccorso del San Filippo Neri: «Lì è arrivata quella maledetta telefonata». Prossima udienza il 12 settembre: è prevista la testimonianza di Nicole Minetti.

 

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