MELBOURNE, EVACUATI CONSOLATI PER PACCHI SOSPETTI

Oggi numerose sedi di consolati internazionali e ambasciate situati a Melbourne e Camberra hanno ricevuto pacchi sospetti contenenti polvere bianca. Secondo voci non confermate i contenitori sarebbero stati contrassegnati con la parola “asbesto”.

La prima segnalazione è arrivata dal consolato pachistano di Melbourne nel quale un impiegato, alle 10 di mattina ora locale, ha aperto quella che sembrava una semplice lettera. All’interno però, da quanto riporta il giornale australiano The Age, c’erano una mattonella e tre pacchetti contenenti una sottile polvere bianca.

I consolati della Corea del Sud, India e Nuova Zelanda a Melbourne sono stati evacuati subito dopo aver segnalato di aver ricevuto pacchetti analoghi. Nel primo pomeriggio sono stati visti entrare alcuni vigili del fuoco muniti di tute protettive anti-contaminazione.

È stato confermato che sono stati inviati pacchi sospetti anche al consolato di Stati Uniti, Gran Bretagna, Spagna, Grecia, Taiwan e Turchia. Non è invece certo che siano stati recapitati anche ad altre 22 sedi, compreso il consolato italiano, tailandese, svizzero e egiziano.

La polizia federale australiana ha confermato la vicenda e ha dichiarato che è stata aperta un’indagine per accertare le circostanze.

Un agente dei vigili del fuoco di Melbourne ha spiegato che, per quanto riguarda il consolato indiano, in realtà il pacco in questione era stato recapitato settimana scorsa ma l’allarme è scattato solo stamattina quando sono arrivate le segnalazioni anche dagli altri consolati. «Per precauzione ci siamo comportati pensando al peggio, le sostanze saranno comunque esaminate a breve per capire di cosa si tratti» ha concluso.

Secondo quanto riportato fino ad ora, sono state chiamate diverse ambulanze, ma nessun impiegato dei consolati è stato ricoverato.

Il portavoce del Ministero degli esteri neozelandese ha confermato che il proprio consolato ha ricevuto un pacco sospetto e che di conseguenza «lo staff è stato evacuato in via precauzionale». Anche un portavoce del governo britannico ha dichiarato di «trovarsi in costante contatto con la polizia federale australiana per monitorare la situazione».

 

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