Google, il rilancio del progetto smartphone modulare con un brevetto

Google continua a credere nell’idea dello smartphone modulare. “Dispositivo modulare e relativi metodi” è il nome del brevetto presentato lo scorso anno e pubblicato pochi giorni fa dalla WIPO (World Intellectual Property Organization) dove viene descritto il funzionamento con allegate le immagini relative all’apparecchio. Dopo il famoso Project Ara, il cui prototipo fu presentato qualche anno fa a un’edizione del Mobile World Congress e poi accantonato, il progetto torna in porto proprio con Google.

Secondo le istruzioni della licenza lo smartphone è composto da tre sezioni:

  • La prima che si potrebbe definire lo “scheletro”, composta da display, SoC, batteria e altre componenti elettroniche che stanno alla base del dispositivo
  • La seconda contiene varie componenti come RAM, fotocamera, display secondari, che possono essere aggiunte o rimosse a proprio piacimento
  • La terza corrisponde a una sorta di involucro esterno che garantisce una giusta connessione tra le prime due.

 

 

Il brevetto mostra inoltre come si possano utilizzare materiali e forme diversi anche per la struttura esterna, cercando di soddisfare al meglio i gusti e le varie esigenze degli utenti. Le possibilità si diversificano dal rugged, ideale per chi lavora all’aperto, al fashion, più adatto ad un pubblico femminile. Il prospetto è quindi quello di trovarsi di fronte a dispositivi estremamente versatili, un qualcosa di molto simile ai configurati per i computer ma per certi versi un’idea rivoluzionaria sul piano mobile.

Si tratta comunque ancora di un brevetto. Ma pare che Google si stia già muovendo per rendere concreta questa ottica futura. Visto il continuo aumento di prezzi, la possibilità del cliente di poter personalizzare il proprio smartphone potrebbe rivelarsi una mossa commerciale vincente.

Alessia Conzonato

25 anni, dalla Toscana a Milano per seguire la passione del giornalismo. Laureata in Comunicazione, media e pubblicità alla IULM, ora frequento il Master in giornalismo e quindi scrivo per Master X. Sogno di fare inchiesta, ma amo anche il cinema.

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