Treno deragliato a Pioltello, 165 persone saranno ascoltate dalla Procura

Continuano a ritmi serrati le indagini condotte dalla Procura di Milano sul disastro ferroviario avvenuto a Pioltello, poco dopo le 7 di mattina di giovedì 25 gennaio, che ha causato 3 morti e 50 feriti.

Nei prossimi giorni la Procura di Milano ascolterà 165 persone, 100 passeggeri che hanno risposto all’appello lanciato dalla Polfer tra le stazioni di Cremona e Treviglio, risponderanno a un questionario standard. Mentre  i soccorritori, i tecnici della ferrovia, gli operai e gli abitanti della zona saranno interrogati dai magistrati inquirenti.

I pubblici ministeri, Maura Ripamonti e Leonardo lesti, coordinati con il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano – nei giorni scorsi hanno disposto l’autopsia sulle salme delle 3 donne, che viaggiavano sul convoglio Trenord deragliato quella mattina. In base ai primi accertamenti, le vittime – Giuseppina Pirri, 39 anni, Pierangela Tadini, 50 anni, Ida Milanesi, 61 anni – sarebbero decedute quasi immediatamente, dopo che il vagone sul quale si trovavano è uscito fuori dai binari.

E salgono a otto i nomi iscritti nel fascicolo aperto per disastro ferroviario colposo e omicidio plurimo, dopo il rimpallo di responsabilità tra l’azienda lombarda Trenord e Reti ferroviarie italiane. Nel registro degli indagati figurano vertici e quadri sia di Rfi che di Trenord.

I pubblici ministeri e le forze dell’ordine continueranno a concentrare le indagini, per ricostruire quanto è avvenuto la mattina del 25 gennaio, sulla “zeppa” di legno trovata sotto il pezzo di binario che ha ceduto al passaggio del treno e che doveva essere sostituito. E la Procura di Milano ha disposto una consulenza tecnica per gli accertamenti irripetibili sulla staffa di legno e il binario usurato, ai quali assisteranno anche 8 consulenti nominati dagli indagati.

Il binario oggetto d’indagine

Le verifiche sui vagoni, compreso il taglio di una carrozza, dovrebbero essere effettuati nei prossimi giorni. Rete Ferroviarie Italiane continua a negare ogni responsabilità per l’intervento inadeguato al binario ‘incriminato’.

 

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