Coldiretti e il menù criminale: il percorso illegale dei nostri piatti

Coldiretti

Coldiretti porta in tavola il sesto Rapporto Agromafie e mostra così alcuni esempi di prodotti illegali, pericolosi o frutto dello sfruttamento dei lavoratori. Si parla di mozzarella sbiancata con la soda, pesce vecchio rinfrescato con il cafados, carne dei macelli clandestini di animali rubati, nocciole turche prodotte con il lavoro dei minori e miele diluito con lo sciroppo di riso.

Il menù del crimine – I primi

Il menù del crimine prevede anche i cicinielli napoletani, ovvero le frittelle di bianchetti, la cui cattura è vietata. Sui primi invece, Coldiretti si sofferma sul riso birmano, frutto della persecuzione e del genocidio dei Rohingya. La raccolta di questo riso, infatti, è stata autorizzata dalle autorità locali in seguito all’abbandono dei campi dai musulmani in fuga dalla repressione. 6.700 Rohingya sono stati uccisi tra agosto e settembre in Birmania e coloro che sono fuggiti hanno lasciato più di 28mila ettari coltivati a riso a Maungdaw, nello stato di Rakhine. Molti di coloro che non sono riusciti a scappare, inoltre, sono sottoposti al lavoro forzato proprio nei campi di riso.

Il menù del crimine – I secondi

Sulla lista dei secondi, il pesce rinfrescato con il cafados, che è una miscela di acidi organici e acqua ossigenata a sua volta mescolata con il ghiaccio. Il trattamento consente di dare una freschezza apparente. Ancora, bistecche che arrivano da macelli clandestini senza alcun controllo sanitario sulla carne o sui locali nei quali viene selezionata. Per il contorno, si propongono tartine di tartufi cinesi spacciati per italiani: il “tuber indicum” è infatti simile a quello nero nostrano, al quale assomiglia nell’aspetto.

Il menù del crimine – bevande, contorni e dolci

Per le bevande, un classico è il vino scadente adulterato con lo zucchero, la cui aggiunta in Italia è vietata. Tra i low cost, nel condimento possiamo imbatterci nell’olio di semi colorato alla clorofilla al posto dell’extravergine. Il pericolo è presente anche nei ristoranti dove ancora vengono portate in tavola vecchie oliere e bottiglie senza tappo anti rabbocco che, secondo Coldiretti, sono vietati da anni.

Il rischio truffa riguarda anche le formaggiere con imitazioni di parmigiano reggiano o grana padano dop che sono in realtà di infima qualità, il pane cotto in forni clandestini dove si usano scarti di legna e mobili laccati contaminati da vernici e sostanze chimiche, i biscotti con il miele diluito con sciroppo di riso, mais o zucchero. A tavola, inoltre, arrivano tantissimi frutti dello sfruttamento dei lavoratori. In particolare Coldiretti segnala le nocciole turche o le banane dell’Ecuador, prodotte dal lavoro minorile.

Il Presidente della Coldiretti Ettore Parandini, chiede di controllare i prodotti che dall’estero arrivano sulle tavole degli italiani per garantire che dietro ogni alimento ci sia un percorso di qualità. «bisogna impedire l’uso di ingredienti di minore qualità o metodi di produzione illegali. Soprattutto bisogna scoraggiare un tipo di produzione del genere».

 

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