Brexit, vita dura per i turisti. Obbligo di visto elettronico

Non avranno vita facile i turisti europei in arrivo in Gran Bretagna, dopo la Brexit.

In caso di vittoria dei conservatori e di uscita dall’Unione Europea, verrà introdotto un visto elettronico sul modello dell’Esta americano. Così, per atterrare sul suolo della Regina Elisabetta, occorrerà chiedere una autorizzazione online almeno tre giorni prima del viaggio.

Lo ha detto il primo ministro britannico Boris Johnson, annunciando il piano sulle nuove norme, in caso di vittoria dei conservatori alle prossime elezioni il 12 dicembre, che riguarderanno i turisti che faranno tappa nel Regno Unito.

Addio quindi ai weekend last minute sul Tamigi: svantaggi anche per i viaggi d’affari qualora il testo di legge non dovesse prevedere deroghe per il business d’oltre Manica. Stando a quanto trapela, nel mirino del ministro dell’Interno Priti Patel ci sarebbero soprattutto le carte di identità italiane e greche, giudicate troppo semplici da falsificare.

Le autorità inglesi in questo modo potranno negare l’ingresso alle persone gravate da precedenti penali e tenere sotto controllo arrivi e partenze, evitando che i visitatori restino in Gran Bretagna oltre i tre mesi consentiti senza un visto di lavoro.

Rispetto ai collegamenti aerei, il governo britannico ha dichiarato che la Brexit non intaccherà l’ordine nei cieli ed EasyJet rassicura i passeggeri che «anche in caso di mancato accordo, la Commissione europea e il governo hanno affermato che le compagnie aeree britanniche potranno ancora operare voli tra l’Ue e il Regno Unito».

Vita difficile anche per gli studenti, ai quali spetterà l’obbligo di richiedere un «European Temporary Leave to Remain», un permesso temporaneo della durata massima di 36 mesi, non estendibile. La domanda dovrà essere fatta online, verificando l’identità del richiedente, entro tre mesi dalla data di arrivo nel Regno Unito.

Quanto al programma Erasmus, grazie a un regolamento approvato dal parlamento europeo lo scorso marzo, chi è già all’estero potrà proseguire la mobilità anche dopo  “il Brexit Day”.

Intanto, in attesa del voto cresce il malcontento e stavolta a scendere in piazza contro le decisioni del premier Johnson è l’attore Hugh Grant. La star di Hollywood, in giro per le strade di Londra, ha bussato porta a porta per sensibilizzare l’opinione pubblica ed evitare l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.

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