Astronave, città sotterranea o parco sospeso: i progetti per piazzale Loreto

La rinascita di piazzale Loreto, una delle piazze simbolo di Milano che da troppo tempo – per ammissione della stessa amministrazione – è un «non luogo» è al centro di Milano 2030. Si tratta di un piano che disegna la città del futuro: l’assessorato di Pierfrancesco Maran ha organizzato un concorso di idee ricevendo finora cinque proposte che saranno esposte da venerdì su un maxi pannello alla stazione di Porta Genova.

Tra i progetti arrivati sulla scrivania di Maran c’è il Sovraparco, curato da Hypnos e Lad. Gli architetti hanno immaginato un enorme giardino pensile al centro della piazza, con le strade attorno trasformate in viali alberati.

E sul verde bene in vista punta anche La città permeabile, dello studio Antonio Citterio Patricia Viel, che scommette sul far convivere le due anime di Loreto: fondamentale nodo viabilistico e porta di accesso al centro città. L’idea è creare una piazza sotterranea, con negozi e uffici, e lasciare spazio per gli alberi e le passeggiate sopra. Il tutto contornato da un ponte pedonale che raggiunge anche i dieci metri di altezza e che passa sopra le auto.

Un altro progetto è Ecoritmi, che porta le firme di Silvia Lista e Ugo Gorgone. I due hanno immaginato una trasformazione più totale della zona, che coinvolga anche le strade che portano in piazzale Loreto, dove maggiore spazio verrebbe riservato a percorsi pedonali e ciclabili. Al centro della piazza, invece, troverebbe spazio un’enorme astronave sopraelevata in grado di accogliere uffici e negozi per liberare la piazza sottostante.

Loreto Mall, firmato da Prassicoop, chiede invece di trasformare la pizza in una sorta di centro commerciale interrato, con una passerella, un totem e un giardino. La via d’accesso, corso Buenos Aires, si trasformerebbe in una sorta di rambla di ispirazione spagnola con alberi e marciapiedi più ampi.

Sul verde e su un ponte scommette anche Dolo promenade, il progetto che porta le firme di Silvio Maglione e Marcello Fodde. L’idea degli architetti è creare un ponte ciclo-pedonale che scavalca viale Brianza e collega duo luoghi urbani trasformandoli in un’unica infrastruttura ambientale.

 

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