VAR ai Mondiali,
cosa sarebbe cambiato a Brasile 2014?

La tecnologia del VAR (Video Assistan Referee) farà il proprio esordio anche ai Mondiali di calcio, come annunciato dalla FIFA. Russia 2018, quindi, sarà la prima edizione della storia in cui gli arbitri potranno avvalersi dell’aiuto della tecnologia per prendere le proprie decisioni in campo. Quattro le situazioni in cui si può fare ricorso alle immagini rielaborate: assegnazione di un calcio di rigore, regolarità o meno di un gol, espulsione o scambio di persona con i cartellini. In tutte queste circostanze, poi, l’errore dovrà essere ritenuto grave per consentire l’intervento del VAR.

Non il primo miglioramento tecnologico introdotto, visto che dall’edizione del 2014 la “goal line technology” evita il riproporsi di casi come quelli dei gol fantasma della finale del 1966 tra Inghilterra e Germania o dei quarti di finale del 2010 tra Inghilterra e Germania. Episodi come questi non si potranno più ripetere, ma nell’ultima edizione di Brasile 2014 non sono comunque mancati i momenti che hanno creato polemiche e tensioni. Sarebbe cambiato qualcosa se gli arbitri avessero già avuto a disposizione l’ausilio del VAR? E poi, in vista di Russia 2018, come se la caveranno quei direttori di gara che con questo strumento non hanno alcun tipo di famigliarità, al contrario dei colleghi europei che lo stanno sperimentando nei rispettivi campionati?

Brasile-Croazia, Neymar e Modric

Minuto 27 di Brasile-Croazia. La gara terminerà 3-1 in favore dei verdeoro padroni di casa, ma nel corso del primo tempo Neymar alza forse un po’ troppo il braccio nei confronti di Luka Modric. Il direttore di gara dell’incontro, il giapponese Yuichi Nishimura, decide di ammonire il giocatore brasiliano. Un episodio che con il VAR sarebbe stato oggetto di sicura revisione come minimo. Con la possibilità per l’arbitro, in campo, di cambiare la propria decisione nei confronti di Neymar. Un eventuale cartellino rosso, infatti, avrebbe potuto cambiare l’andamento della sfida.

Grecia-Costa d’Avorio, il rigore di Samaras

Siamo nella fase a gironi, minuti finali della sfida tra Grecia e Costa d’Avorio. Il risultato è di 1-1 quando al minuto ’91 il direttore di gara ecuadoriano Carlos Viera assegna un calcio di rigore per presunto fallo ai danni di Samaras. La decisione scatena subito le proteste della squadra africana che con il risultato di parità si sarebbe qualificata per gli ottavi di finale. Samaras, invece, segna dagli undici metri e consegna una storica qualificazione alla squadra greca che mai era andata tanto avanti in un Mondiale.

Germania-Argentina, Neuer e Higuain

La finalissima dell’edizione 2014 dei Mondiali si gioca allo stadio Maracanà di Rio de Janeiro e vede di fronte la Germania e l’Argentina. I tedeschi la spunteranno solo ai tempi supplementari grazie alla rete di Mario Gotze, ma l’episodio più controverso e discusso accade all’inizio del secondo tempo, al minuto ’56. Gonzalo Higuain scappa verso la porta tedesca su un lancio lungo. Neuer abbandona i pali della porta e interviene per fermare l’attaccante allora del Napoli, oggi della Juventus. L’episodio sarebbe stato rivisto dal VAR perchè accaduto all’interno dell’area di rigore perciò e punibile con un calcio di rigore. Naturalmente, anche dopo il review, l’arbitro, l’italiano Rizzoli, avrebbe potuto mantenere la decisione del campo.

Messico-Camerun, Dos Santos e il guardialinee

Fase a gironi, la sfida è quella tra il Messico e il Camerun, anche se nel corso del primo tempo sembra essere più una questione personale tra l’attaccante messicano Giovani Dos Santos e Humberto Clavijo, assistente colombiano. Dos Santos andrebbe a segno due volte, ma in entrambe le circostanze si alza implacabile la bandierina: due presunti fuorigioco, due episodi che con il VAR sarebbero stati di sicuro oggetto di controllo e ulteriore valutazione, con possibilità di cambiare la prima decisione presa.

Francia-Nigeria, Matuidi su Onazi

Ottavi di finale, la Francia sfida la Nigeria. Al 54′, il francese Matuidi interviene su Onazi a centrocampo in maniera dura. Un intervento che viene giudicato da ammonizione secondo il direttore di gara americano Mark Geiger. Il discorso in questo caso può essere simile a quello fatto per Neymar: il VAR avrebbe fatto perdere qualche secondo in più all’arbitro, ma forse avrebbe potuto modificare la scelta e l’andamento della partita.

È importante, in ogni caso, ricordare che il VAR non può eliminare gli errori dal calcio, soprattutto quelli legati quasi totalmente a una valutazione dell’arbitro. La tecnologia, però, può sicuramente essere un prezioso aiuto per limitare notevolmente quelli più gravi, legati a valutazioni più oggettive. Sempre tenendo presente che la decisione finale è comunque del direttore di gara in campo.

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