Stadio di proprietà, tra impianti già in uso e idee pronte a diventare realtà – parte 1

 

stadi di proprietàIl modello di riferimento non può che essere quello della Premier League. Stadi belli, comodi, sempre pieni di tifosi in grado di portare nelle casse delle società milioni di euro ogni anno. Soprattutto stadi di proprietà. Ecco il dettaglio fondamentale, in grado di trasformare un impianto sportivo in una soluzione attiva 7 giorni su 7. Per diventare qualcosa di più del classico tempio pagano in cui adorare le proprie divinità calcistiche.

Un articolo del Sole 24 Ore, a firma di Marco Bellinazzo, riporta i dati dell’ Annual Review of football finance di Deloitte. Un’istantanea dello stato di salute delle cinque principali leghe europee: Serie A, Premier League, Liga, Bundesliga e Ligue1. L’Inghilterra fa meglio di tutti per i ricavi legati alle gare di campionato, attestandosi sulla mostruosa cifra di 831 milioni di euro nella stagione 2015/2016. Capienza media degli stadi al 96%. Sembra fantascienza per il nostro calcio. Nella stessa stagione, i ricavi da stadio dei nostri club si sono fermati in totale ad appena 203 milioni di euro. Impianti vecchi, scarsa manutenzione e poco spettacolo in campo. Con il risultato, spesso, di desolanti immagini di stadi mezzi vuoti.

Per fortuna, viene da dire, qualche squadra ha già iniziato a provare a recuperare il tempo perso, come la Juventus. Per altre, invece, esistono progetti definiti e date precise, come nel caso della Roma che di recente ha avuto l’ultimo via libera del Comune per la realizzazione del proprio impianto. Nella prima parte del nostro viaggio parleremo di chi già usufruisce di uno stadio di proprietà, con innegabili vantaggi per fatturato e incassi.

JUVENTUS

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Lo Juventus Stadium, da poco diventato Allianz Stadium con la cessione dei diritti sul nome dell’impianto al colosso assicurativo, è la casa bianconera dalla stagione 2011/2012. Il CDA della società ha dato il via libera al progetto il 18 marzo 2008 e l’inaugurazione è avvenuta l’8 settembre 2011. Sorge sulle rovine del vecchio Stadio delle Alpi, demolito, di cui sono stati riutilizzati alcuni materiali per la realizzazione della nuova casa bianconera.

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41.507 posti, nessuna barriera tra campo e spettatori e la possibilità di poterne usufruire anche durante la settimana per conferenze ed eventi di vario genere. Secondo Calcio e Finanza, nella stagione 2015/2016, lo Stadium ha generato per la Juventus ricavi pari a 44 milioni di euro. Cifre inarrivabili per qualsiasi altra squadra di Serie A (la seconda squadra in classifica, il Milan, nello stesso anno ha avuto ricavi per 25 milioni), ma ancora distanti dalle grandi d’Europa. La strada, comunque, sembra essere quella giusta.

UDINESE

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La famiglia Pozzo, proprietaria dell’Udinese, non ha mai nascosto la propria strategia sportiva. Andare alla ricerca di talenti sconosciuti da mettere in mostra con la maglia bianconera per poi rivenderli al miglior offerente. Un circolo virtuoso dal punto di vista economico che ha permesso al club friulano di acquistare lo Stadio Friuli dal comune di Udine il 23 marzo 2013. I passi successivi sono stati i lavori di adeguamento del Friuli per circa 30 milioni di euro e la cessione dei diritti legati al nome dell’impianto allo sponsor principale del club, la casa automobilistica Dacia.

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La prima partita ad essere ospitata nello stadio ristrutturato e completamente agibile è stata quella contro la Juventus del 17 gennaio 2016. 25.132 posti e una visuale ideale da ogni punto dell’impianto. Il club friulano pensa di rientrare nell’investimento dello stadio di proprietà a partire dalla stagione 2022/2023, ma già dal 2015/2016 la voce legata al numero degli abbonati ha fatto registrare un aumento rispetto a quella precedente: si è passati da 6207 tessere a 10.800. Tutto denaro in più finito direttamente nelle casse dell’Udinese.

SASSUOLO

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Mapei vuol dire Squinzi e nel mondo del calcio questa accoppiata significa Sassuolo. La squadra emiliana nella scorsa stagione è arrivata a giocarsi l’Europa League dopo una rapida ascesa nelle categorie del nostro calcio. Scalata che ha visto la squadra giocare al Mapei Stadium di Reggio Emilia dalla stagione 2013/2014, con lo stadio di proprietà dell’azienda di materiali chimici dal dicembre 2013.

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Diversi lavori sono già stati eseguiti fino a questo momento, ma il Sassuolo ha già annunciato di avere intenzione di continuare a investire nel proprio impianto. 23.717 posti a sedere e anche in questo caso una distanza minima dal campo che permette ai tifosi una visione della partita assolutamente piacevole e gradevole.

FROSINONE

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Il Benito Stirpe è l’ultimo stadio di proprietà ad essere stato inaugurato a livello temporale, ma quello con la storia più lunga e tortuosa. L’inizio dei lavori per la sua realizzazione risale addirittura al 1974, ma solo nel 2015, su iniziativa del Frosinone, sono cominciati i lavori per la sua ultimazione. Il Comune ha concesso al club di usufruire dello stadio che così è diventato di proprietà della squadra oggi in Serie B.

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L’inaugurazione è avvenuta il 28 settembre 2017, con la prima gara ufficiale giocata il 2 ottobre contro la Cremonese. 16.125 posti a sedere, 15 milioni di euro spesi per un impianto che andrà sicuramente a impattare sui ricavi del club. Senza dimenticare le parole del presidente del CONI Giovanni Malagò il giorno dell’inaugurazione: « Questo impianto è un gioiello, andrebbe preso e copiato in tutta Italia, salvo le grandi città».

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