Diritti tv della Serie A, così non va. Tutto da rifare, accolta l’istanza di Sky

È caotica la situazione sul fronte dei diritti tv della Serie A per il triennio 2018-2021. Ci si era lasciati con il bando di MediaPro fortemente contestato da Sky. Già il 16 aprile Sky era riuscita a ottenerne la sospensione. Oggi il tribunale di Milano ha dato ragione ancora una volta all’azienda di Rupert Murdoch. “Il bando di Mediapro è da rifare perché viola i principi della normativa Antitrust” è stata la sentenza.

E adesso?

Per ora tutto il fronte è fermo: Mediapro ha 15 giorni di tempo per fare ricorso e riformulare la sua offerta tenendo presente i principi dell’antitrust chiamati in causa da Sky. Il precedente bando prevedeva era stato accolto con una offerta superiore di soli mille euro alla quota minima fissata dalla Lega. Cosa che Sky, fin da subito, aveva dichiarato “inammissibile”.

La principale violazione riscontrata dai giudici sarebbe la questione dei pacchetti di partite “chiavi in mano”, che comprendono già l’evento e i contenuti pre e post match. Questa caratteristica limiterebbe la libertà di scelta dei singoli offerenti nel formulare le varie proposte per i diversi contenuti e servizi. MediaPro si collocherebbe quindi “al di fuori dell’ambito di attività propria dell’intermediario indipendente” scrive il giudice Claudio Marangoni.

“La decisione del Tribunale ha confermato che era necessaria una verifica dell’aderenza del bando di Mediapro alle leggi italiane, facendo chiarezza a beneficio di tutti i partecipanti e creando i presupposti per la definizione della procedura di assegnazione dei diritti 2018-21 della Serie A” ha dichiarato Sky in una nota stampa ribadendo che farà un’offerta importante “che possa dare certezza a tutti gli appassionati e allo stesso tempo garantire il futuro dei club e di tutto il sistema calcio”.

Intanto il commissario della Lega di Serie A, Giovanni Malagò, ha confermato che il 22 maggio rimane il termine ultimo per le fideiussioni.

(gg)

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