Coppa Milano-Sanremo, torna l’eleganza senza tempo delle auto d’epoca

Era il lontano 1906, ad oggi 112 anni dalla prima edizione della coppa Milano-Sanremo. E quest’anno, dopo sette anni di assenza, le auto d’epoca sono tornate a scaldare i motori per celebrare la decima Rievocazione Storica. A sfrecciare, dal 22 al 24 marzo, sono state oltre 70 auto costruite tra il 1906 e il 1976 a cui si sono aggiunte le automobili del Tributo Maserati costruite dal 1977 ai giorni nostri. Padrino della manifestazione l’attore Pierfrancesco Favino che è stato fotografato a bordo di una Mercedes SL 250 del 1967.

L’attore Pierfrancesco Favino all’inaugurazione della coppa Milano-Sanremo

Equipaggi italiani e stranieri, donne e uomini alla guida e ospiti d’eccezione si sono sfidati su un tracciato di oltre 600 chilometri, che attraversava i paesaggi lombardi, piemontesi e liguri. 65 le prove affrontate, di cui 52 speciali e 6 prove di media con rilevamenti intermedi. Un percorso non privo di tradimenti, dalla salsedine ai lunghi rettilinei, dove un solo centesimo è fatale. Le auto sono partite dalla passerella di Piazza Castello, a Milano, per poi procedere attraverso la Lombardia e giungere a Rapallo, sulla costa ligure, dove è terminata la prima tappa. Nella seconda giornata di gara gli equipaggi sono ripartiti dalla cittadina costiera, toccando Genova e risalendo in Piemonte, ad Acqui Terme, prima di tornare in Liguria verso il traguardo di Sanremo.

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Tra i concorrenti c’è la veterana Fiat 514 del 1930, guidata da Emanuele Filiberto di Savoia, la Maserati A6GCS-53 Berlinetta Pininfarina del 1953 (della collezione Matteo Panini) e tanti altri capolavori come la Bugatti Stelvio del 1939, un’Aston Martin DB2 e una DB4 rispettivamente del 1952 e del 1960, un’Alfa Romeo 6C 2500 SS Villa d’Este del 1951, un’Alfa Giulia TZ del 1964, un’ACE Bristol Roadster del 1957 e una Porsche 356 A 1600 Speedster del 1957.

E da dove si poteva partire, se non dal simbolico autodromo di Monza? Una gara quella del weekend condizionata dalle difficili condizioni meteo, che hanno visto la neve sul passo del Faiallo, sull’Appennino ligure, costringendo così l’organizzazione a cancellare alcune prove nella seconda e decisiva giornata. Il maltempo non ha però fermato i vincitori della decima edizione. Si sono aggiudicati la vittoria, nelle prove di media, i tedeschi Büchl-Büchl su Porsche 356 A 1600 Speedster del 1957, seguiti da Zegna-Gatto su Porsche 356 Speedster Carrera staccati di soli tre punti e da Dell’Acqua-Vicari su Fiat 850 Sport Coupè a 5 punti. I primi classificati assoluti Salvinelli-Ceccardi, su Lancia Aprilia del 1939, vincono due pregiati orologi da tavolo messi in palio da IWC, mentre  nelle premiazioni degli sponsor Ermenegildo Zegna che ha conferito il “Premio d’Eleganza” all’equipaggio Basilico-Cappella su Alfa Romeo 6C 2500 SS Villa d’Este del 1951, Bosch ha consegnato il Premio “Safe Car” per la guida sicura all’equipaggio Sardi-Bambini su Alfa Romeo Giulietta 1300 Ti del 1958, mentre Alcar ha premiato il vincitore delle Prove Media Büchl-Büchl su Porsche 356 A 1600 Speedster del 1957.

 

Approfondimento a cura di Alessandro FollisNausica SamelaCaterina Spinelli.

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