Il nuovo San Siro, ecco come sarà lo stadio del futuro

Inter e Milan hanno fatto il primo passo ufficiale verso il nuovo San Siro. Con l’invio al Comune di Milano dell’ambizioso masterplan, composto da 750 pagine, i due club hanno avviato il percorso che porterà alla creazione di un nuovo impianto da 60 mila posti, che sorgerà accanto all’attuale Meazza, in concessione alle due società per 90 anni. Investimenti privati di entrambe le squadre per oltre 1,2 miliardi di euro, di cui 600-700 solo per la costruzione della nuova arena. La riqualificazione dell’intera area anticiperà l’abbattimento dello stadio inaugurato nel 1926, previsto soltanto nella seconda parte del progetto. Nerazzurri e rossoneri attendono ora la dichiarazione di pubblico interesse da parte di Palazzo Marino e solo in caso di risposta affermativa stileranno un piano di lavoro completo dal punto di vista architettonico.

La piantina del nuovo stadio San Siro a Milano

La superficie interessata dal progetto “sportivo” è grande circa 127 mila mq e sarà occupata da aree di servizio, punti di vendita e ristoro, aree d’accoglienza e quelle per i giocatori, zone per la stampa, locali tecnici e parcheggi. Inter e Milan si occuperanno anche degli spazi “non sportivi” che sorgeranno nella zona est del nuovo stadio, attorno a un grande centro di aggregazione. Un distretto multifunzionale e futuristico con aree commerciali, cinema, ristoranti e uffici. L’impianto dovrà essere completato entro la fine del 2023, mentre tutta la parte extra calcistica sarà ultimata nel 2026. In tempo, dunque, per ospitare la cerimonia d’apertura dei Giochi olimpici invernali.


«Un progetto necessario non solo per le due società e per Milano, ma per tutto il calcio italiano, che si ripromette di diventare l’occasione migliore per trasformare l’intero quartiere. Un’esperienza unica che garantisca i massimi standard qualitativi in termini di sicurezza, accessibilità, ecosostenibilità e connessione con la città. Un luogo in grado di accogliere cittadini, tifosi e turisti 365 giorni all’anno, dando occupazione a oltre 3500 persone» si legge nel comunicato congiunto dei due club.

Concordi nell’impossibilità di praticare la strada della ristrutturazione di San Siro sia l’ad nerazzurro Alessandro Antonello sia il numero uno rossonero Paolo Scaroni hanno dichiarato: «Per ristrutturarlo ci vogliono gli stessi soldi che servono per costruirlo nuovo, senza ottenere gli stessi risultati. E poi giocare con un cantiere aperto avrebbe significato avere per anni uno stadio con una capienza ridotta, allungare i tempi dei lavori, per non parlare della sicurezza non garantita. Pensare di far entrare ogni tre giorni 50mila persone dentro un cantiere ci fa venire i brividi».

Adesso il Comune di Milano ha 90 giorni di tempo per esprimersi sulla dichiarazione di pubblico interesse con le due società che si augurano di completare la parte tecnica nel 2020. Poi, se tutto dovesse andare per il verso giusto, sarà indetto il bando che coinvolgerà i più importanti architetti internazionali specializzati in infrastrutture sportive. In caso invece di bocciatura, il piano B prevede altre tre ipotesi, con quella di Sesto San Giovanni indicata come favorita. Ma sia Inter che Milano sperano in futuro di giocare nel nuovo San Siro.

La stretta di mano tra Alessandro Antonello, ad dell’Inter (a sinistra), e Paolo Scaroni, presidente del Milan (a destra)
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