Raccolte fondi e tensioni politiche, le ultime sulla Sea Watch 3

L’arresto della capitana della nave Sea Watch 3, la giovane Carola Rackete che ha sfidato Matteo Salvini e il suo Decreto Sicurezza, ha fatto partire anche in Germania la corsa alle donazioni per sostenere le spese legali che la ragazza dovrà sostenere. A dare il via due presentatori tedeschi, volti noti della televisione nazionale, Jan Bohmermann e Klaas Heufer-Umlauf.

In un video pubblicato sul canale YouTube di Bohnmermann, i due hanno espresso la loro solidarietà a Rackete. Hanno definito «priva di scrupoli» la politica dei porti chiusi sostenuta e difesa dal ministro dell’Interno Salvini, sostenendo che chi salva vite umane non deve essere giudicato un criminale. Con l’hashtag #freeCarolaRackete hanno poi chiesto donazioni ai loro fan, e a chiunque fosse in disaccordo con le decisioni del governo italiano di incriminare la capitana della Sea Watch.

Nel giro di poche ore l’ammontare della cifra raccolta è arrivato a 400 mila euro, e decine di migliaia di adesioni. Al momento Rackete è agli arresti domiciliari ed è indagata per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e violazione del codice della navigazione. Durante l’attracco al porto di Lampedusa infatti la nave della Ong ha urtato una motovedetta della Guardia di Finanza. Dopo l’arresto Rackete si è scusata con la Fiamme Gialle coinvolte nella manovra.

Le altre raccolte fondi

Quella avviata dai due conduttori tedeschi non è però il primo caso di corsa alle donazioni per la capitana Rackete. A quasi 48 ore di distanza dalla decisione di Carola infatti era stato lanciato un crowdfunding, sponsorizzato sui social, per raccogliere i soldi per le spese legali della Sea Watch 3, e la rete antifascista italiana aveva raccolto più di 315 mila euro.

Critiche da Francia e Germania

«È sbagliato affermare che l’Ue non ha dimostrato solidarietà con l’Italia e il governo italiano con la chiusura dei suoi porti in violazione del diritto internazionale del mare sta assumendo soluzioni non concertate con i suoi partner europei». Così ha commentato Christophe Castaner, il ministro dell’Interno della Francia. L’equivalente francese di Salvini ha parlato attraverso un lungo comunicato pubblicato sul sito del dicastero, aggiungendo che la nazione è disposta ad accogliere 10 migranti che si trovavano sulla nave della Ong ora sequestrata a Lampedusa.

A prendere parola sulla vicenda della Sea Watch 3 è stato anche il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier. «Può darsi che ci sia una legislazione italiana su quando una nave può entrare in porto e quando no, e può anche essere che ci siano reati amministrativi o reati penali. Tuttavia l’Italia non è uno Stato qualsiasi, è al centro dell’Unione europea, è uno degli stati fondatori. Ed è per questo che ci aspettiamo che affronti un caso del genere in modo diverso. Colore che salvano vite umane non possono essere criminali». Queste le parole che il capo della Germania ha usato per commentare l’arresto di Carola Rackete.

La risposta di Salvini

Non si è fatta attendere la risposta del vicepremier Matteo Salvini, che ha colto al volo le parole del ministro Castaner ribadendo la volontà di indirizzare i migranti in Francia. Solo ieri il leader della Lega aveva ribadito con un tweet di non voler «prendere lezioni da nessuno, tantomeno della Francia».

Il ministro dell’Interno ha poi twittato il suo attacco al presidente tedesco Steinmeier invitandolo a «occuparsi di ciò che accade in Germania» e a suggerire ai suoi concittadini di non infrangere le leggi italiane.

Il premier Giuseppe Conte

Non è rimasto in silenzio il premier italiano Giuseppe Conte, che al suo arrivo a Bruxelles per il Consiglio europeo ha voluto esprimere il suo punto di vista sul caso Sea Watch 3. «Non evocherei concetti così forti come disobbedienza civile», ha detto Conte. «Io ci vedo un ricatto politico deliberato sulla vita di 40 persone», ha affermato, rimanendo fermo però sulle critiche rivolte agli aggressori e a quanti hanno insultato Carola una volta sbarcata a Lampedusa. Alla domanda se ne parlerà con la cancelliera Angela Merkel, visto il botta e risposta tra il presidente tedesco Steinmeier e il vicepremier Salvini, Conte ha le idee chiare. «Potrebbe essere l’occasione per chiedere a che punto è la Germania con l’esecuzione della pena dei due manager della Von Thyssen che sono stati condannati in Italia dopo regolare processo in tutti i gradi di giudizio».

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