Giù le tasse agli italiani: Berlusconi come nel 1994, e Renzi insegue

La campagna elettorale è ormai entrata nel vivo e si gioca sempre di più sulle tasse. O meglio, sulle promesse per abbassarle.

Nulla di nuovo per quanto riguarda Forza Italia e Silvio Berlusconi, che anche questo fine settimana, ospite da Fabio Fazio su Rai 1, ha riproposto la ricetta del 1994: meno tributi per gli italiani. Anche se oggi ci sono degli ingredienti animal-friendly: “Toglieremo l’Iva dai cibi per cani per le persone che non possono permetterseli economicamente e penseremo anche a facilitazioni per mantenere un cane, come un veterinario gratuito ogni 15 giorni”. E poi, ancora, le promesse per i pensionati: “Alzeremo le pensioni minime” e agli anziani “daremo cure per l’odontoiatria e per gli occhi”.

Ma rispetto al 1994, la vera novità arriva dal fianco sinistro (anche se i fuoriusciti dal Pd non lo definirebbero così). Addio al rigore dei conti e della politica fiscale, e via libera all’estensione del bonus da 80 euro “anche alle famiglie con figli”, come ha annunciato Matteo Renzi alla Leopolda, principale evento politico degli ex rottamatori. “Se non si fanno più figli – ha aggiunto il segretario Pd – un Paese non ha un futuro”.

Considerando che con il Rosatellum (l’attuale legge elettorale) sarà molto difficile che qualche partito o coalizione possano avere la maggioranza assoluta in parlamento, Pd e Forza Italia potrebbero trovare un punto d’incontro sull’abbassamento delle tasse. E lanciare un governo di larghe intese. O, per i più disincantati, delle larghe mance elettorali.

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