Debito eccessivo: procedura di infrazione contro l’Italia

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Di nuovo sotto esame. L’Italia non ha rispettato le regole europee che impongono di diminuire il  debito pubblico e così la Commissione ha avviato l’iter di procedura di infrazione per debito eccessivo. Secondo le previsioni di Bruxelles le misure e le riforme del governo Conte non porteranno alla diminuzione del rapporto debito/PIL. Il giudizio del vice di Junker, Valdis Dombrovskis, ha bocciato il primo anno dell’esecutivo gialloverde. «Quando guardiamo all’economia italiana – ha dichiarato – vediamo i danni che stanno facendo le recenti scelte politiche».

Il debito pubblico italiano vale oltre il 130% del PIL, secondo soltanto a quello greco in Europa. «Se i numeri verranno confermati, non potremo sottrarci alla procedura di infrazione», ha spiegato il commissario europeo al bilancio Guenther Ottinger (in foto). Questo perché, per diventare effettiva, la procedura di infrazione contro l’Italia deve passare prima dal verdetto degli Stati durante il prossimo Consiglio Europeo.

Mentre il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è in viaggio in Vietnam, la risposta da Palazzo Chigi ha tentato la via diplomatica: Roma, hanno spiegato dall’esecutivo, aveva già pubblicato “una serie di giustificazioni (i cosiddetti fattori rilevanti) per il mancato rispetto della riduzione del rapporto debito/PIL nel 2018”.

L’Italia ha ora poco più di un mese per evitare l’avvio della procedura di infrazione per debito eccessivo. La data ultima è fissata per il 9 luglio, quando si riunirà l’Ecofin con tutti i ministri di economia e finanza dell’Unione Europea che esprimeranno la decisione finale. In caso di conferma di quanto espresso dalla Commissione, il costo delle sanzioni per Roma potrebbe aggirarsi intorno ai 3,6 miliardi di euro che il Paese, appena uscito dalla recessione tecnica, dovrebbe pagare.

Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, è stato esplicito dopo il successo delle elezioni Europee. «Le regole vanno cambiate», ha detto più volte in questi giorni di campagna elettorale per i ballottaggi in diversi comuni italiani. La via possibile per evitare la procedura di infrazione è quella di un dialogo con Bruxelles, concordando una riduzione della spesa pubblica.

 

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