Mattarella, martedì nuove consultazioni. M5S apre al Pd

Il discorso del capo dello Stato Mattarella

Il tempo stringe, la crisi va risolta in fretta. È questo il messaggio che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto lanciare durante il suo discorso al termine della seconda giornata di consultazioni, giovedì 22 agosto. Per questo motivo è stato fissato per martedì prossimo, 27 agosto, un secondo giro di colloqui. Il capo dello Stato ha confermato che diverse forze politiche gli hanno chiesto alcuni giorni per perfezionare un eventuale accordo. Non ha citato i nomi dei partiti, ma ha concluso il suo discorso sostenendo che sono possibili solo governi che abbiano la fiducia del Parlamento. «In mancanza di queste condizioni la strada è quella delle elezioni», ha precisato Mattarella, pur sostenendo che si tratta di una decisione da non prendere «alla leggera».

Come sono andate le consultazioni

Il presidente Mattarella ha incontrato i partiti maggiori, e senza ombra di dubbio lo scenario del governo giallorosso è quello su cui sono puntati tutti i riflettori. Per il segretario del Pd, Nicola Zingaretti serve un «governo di svolta» non un «esecutivo a ogni costo». Il leader della Lega Matteo Salvini sostiene ancora il ritorno alle urne, ma non chiude agli ex alleati di governo.

Nonostante Salvini stia cercando di riappacificarsi politicamente con Luigi Di Maio, è proprio dal capo dei 5 Stelle che arriva la conferma di «interlocuzioni per una maggioranza solida» che non comprenda la Lega. Allontanando di fatto le elezioni anticipate. Di Maio ha inoltre ottenuto dall’assemblea M5S il mandato per trattare sul taglio dei parlamentari.

Cosa ha detto Salvini

Il leader del Carroccio ha pronunciato un discorso focalizzato su due fronti: da un lato ha ribadito che l’unica via sono le elezioni. «Abbiamo scelto di portare nelle case degli italiani le cose che non vanno, qualche anno fa sarebbero rimaste nelle stanze segrete. L’Italia non può permettersi di perdere tempo, con un governo che litiga». Poi è passato all’attacco di un eventuale governo giallorosso. «Faranno a Bibbiano il cdm sulla famiglia?». Infine, ha lanciato una proposta ai suoi vecchi alleati di governo: «Se c’è la voglia di lavorare, la Lega è nata per questo. Se i no diventano sì, io non porto rancore».

 

Le parole di Di Maio e l’apertura al Pd in dieci punti

Il capo politico del M5S dopo il colloquio con il presidente Mattarella si è detto preoccupato per l’economia. «Si rischia di tornare a una crisi come nel 2008», ha detto. Poi Di Maio ha ribadito che il suo è l’unico partito ad avere la maggioranza in Parlamento, e ha elencato i dieci obiettivi prioritari per il Paese secondo i 5 Stelle.

  • taglio dei parlamentari
  • manovra senza rincari
  • Green New Deal
  • legge sul conflitto di interessi e riforma della Rai ispirata al modello della Bbc
  • riforma della giustizia
  • autonomia differenziata e riforma degli enti locali
  • legalità, lotta a evasione e traffici illeciti
  • un piano per il rilancio del Sud Italia
  • riforma del sistema bancario
  • tutela dei beni comuni, in primis acqua e sanità

Il nodo imprescindibile per un accordo di governo resta comunque il taglio dei parlamentari.

Zingaretti e il «governo di svolta» insieme ai 5 Stelle

Il segretario del Partito democratico Nicola Zingaretti è stato ascoltato al Quirinale insieme a Gentiloni e i capigruppo di Camera e Senato, Delrio e Marcucci. «Abbiamo espresso al presidente la disponibilità a verificare la possibilità di una diversa maggioranza e l’avvio di una fase politica nuova nel segno della discontinuità politica e programmatica», ha detto. E poi: «Siamo distanti dal M5s, ma è utile provare con un governo di svolta».

Il segretario dem ha ribadito alcuni «primi principi non negoziabili» del nuovo programma, tra cui la riconferma della vocazione europeista per l’Italia, la democrazia rappresentativa, la sostenibilità ambientale, l’equità sociale e nuove politiche europee di gestione dei flussi migratori. E ha concluso: «Non un governo a qualsiasi costo ma alternativo alle destre, solido, nuovo e con ampia base parlamentare. Se non dovessero esistere queste condizioni, tutte da verificare allo stato attuale, lo sbocco naturale della crisi sono nuove elezioni alle quali il Pd è pronto».

L’appello al voto della Meloni e la preoccupazione di Berlusconi per un governo sbilanciato a sinistra

La leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ha ribadito la sua volontà di un ritorno immediato alle urne. «Le elezioni sono oggi l’unico esito possibile, rispettoso dell’Italia, dei suoi interessi, del suo popolo e della Costituzione». «Se Mattarella decidesse di seguire la strada di un incarico esplorativo per formare un nuovo governo», ha poi aggiunto la Meloni, «dovrebbe affidarlo a un esponente di centrodestra per rispettare la volontà popolare».

L’altro esponente dell’ala di destra del panorama politico Silvio Berlusconi si è detto preoccupato «per la crisi di governo, aperta in un momento delicato della nostra nazione». «Un governo non può nascere in laboratorio né può funzionare sulla base di un contratto», ha continuato il leader di Forza Italia, che teme una nuova recessione. Dopo aver ribadito il suo no a maggioranze improvvisate, ha dichiarato di ritenere «pericoloso» un governo sbilanciato a sinistra. Berlusconi auspica infatti la costruzione di un «esecutivo di centrodestra, con una vocazione atlantica ed europeista». In caso di mancato accordo, per il presidente di FI l’unica via percorribile rimangono le elezioni.

 

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Alice Scaglioni

Frequento il Master di Giornalismo IULM. Mi occupo principalmente di tecnologia, esteri ed economia. Scrivo anche per PrimaOnline, traducendo articoli da testate estere e partecipando a conferenze ed eventi. Ho seguito per il Corriere della Sera un incontro con Salvatore Rossi e una tavola rotonda tra ODG, Facebook e Google, scrivendone sul cartaceo.

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