Human Technopole,
il nuovo centro di ricerca all’italiana

Human Technopole riporta i cervelli in fuga in Italia. Il nuovo centro di ricerca, che sta sorgendo a Milano sulle ceneri di alcune strutture utilizzate durante Expo 2015,  fa della città la capitale della scienza. Il progetto innovativo e multidisciplinare ha attirato diversi scienziati italiani e stranieri. Il loro compito è quello di alimentare il polo con nuovi studi in materia di tumori e malattie degenerative. Il progetto, sostenuto dal Governo, prevede finanziamenti da milioni di euro e un palmares di ricercatori di tutto rispetto.

La nuova sede è stata inaugurata a Milano il 5 novembre alla presenza  del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, del vicepresidente di Regione Lombardia, Fabrizio Sala; del presidente della Fondazione Human Technopole, Marco Simoni; del direttore della Fondazione Iain Mattaj Diana Bracco, presidente e amministratore delegato del Gruppo Bracco, presidente di Expo 2015 e Commissario per il Padiglione Italia. Il nuovo istituto italiano di ricerca per le scienze della vita, ha visto la riconversione di alcune strutture utilizzate durante Expo 2015, tra cui Palazzo Italia allargando il perimetro nel centro di Milano Innovation District in prossimità dell’Albero della vita.

Che cos’è Human Technopole

Human Technopole sarà una infrastruttura di ricerca nazionale su larga scala con oltre 30mila metri quadri di laboratori interdisciplinari e oltre 1000 scienziati tra cui biologi, bio-informatici, chimici, ingegneri, matematici e informatici. L’obiettivo è quello di elaborare studi innovativi necessari alla cura di tumori e malattie neurodegenerative e diffondere nei cittadini la consapevolezza che il progresso scientifico è un bene comune. L’istituto finanzierà diversi studi multidisciplinari che andranno dalla nutrizione all’analisi di grandi quantità di dati. Saranno previsti sette strutture.

  • Il Centro di oncogenomica che si occuperà di tumori partendo dal genoma umano e cioè da una parte di Dna uguale in tutti gli esseri umani;
  • Il Centro di neurogenomica, che studierà le cure per malattie neurodegenerative con la medicina di precisione e cioè un metodo personalizzato per determinati gruppi di persone;
  • Il Centro di genomica agroalimentare e nutrizionale dedicato alla alimentazione così da trovare cibi più sani e adatti a diverse terapie;
  • Il Centro di scienza dei dati, che si occuperà di studiare i modi per usare in modo efficiente tutti i dati per le ricerche;
  • il Centro di scienze computazionali della vita, dedicato allo studio dei processi biologici associati alle malattie;
  • il Centro per analisi decisioni e società, l’unico centro di ricerca dell’HT già attivo, grazie a una joint venture con il Politecnico di Milano: e si occuperà di prevedere attraverso modelli matematici e statistici le ricadute sociali, politiche ed economiche delle ricerche effettuate per capire come investire nei diversi settori di ricerca
  • il Centro di materiali innovativi e dispositivi, che studierà materiali e dispositivi nanoscopici per realizzare sensori per le analisi genetiche e per il controllo della qualità degli alimenti, sistemi di confezionamento “smart” e nuove tecnologie per monitorare continuamente i parametri corporei.

Cronostoria

Nel dicembre 2016, il Parlamento italiano approva la “Legge di Stabilità” per il 2017, stanziando le risorse finanziare a lungo termine per il progetto.  Nel 2016 sono stati stanziati 80 milioni di euro furono stanziati per far partire il progetto, mentre nella legge di bilancio per il 2017 furono previsti 10 milioni di euro per il 2017, 114,3 milioni per il 2018, 136,5 milioni per il 2019, 112,1 milioni per il 2020, 122,1 milioni per il 2021, 133,6 milioni per il 2022 e 140,3 milioni dal 2023.

Nel marzo del 2017 HT e Arexpo raggiungono l’accordo sul Masterplan e lo spazio del polo di ricerca. Oltre a Palazzo Italia è stata prevista la ristrutturazione di North e South Pavilion e la realizzazione di un nuovo edificio.

Nel 2018 Palazzo Italia ha ospitato il primo nucleo del personale amministrativo. Il South Pavilion ospiterà i laboratori di ricerca condivisi con il North Pavilion dove si troverà la ficility di imaging cryo EM.

I primi laboratori sperimentali di Human Technopole saranno invece pronti nell’autunno 2020.

Le persone

Il Centro sta riportando in Italia i cosiddetti ‘cervelli in fuga’. Sono stati individuati sette scienziati – cinque italiani, un croato e un austriaco – attraverso una selezione internazionale guidata dal Comitato di Gestione di Human Technopole e commissioni di esperti indipendenti.

  • Piero Carninci, genetista, Team Leader del Laboratory for Transcriptome Technology e vicedirettore del centro Riken di Yokohama in Giappone dove vive da più di 20 anni. Responsabile della creazione e sviluppo di svariate nuove tecnologie per il sequenziamento e l’analisi del Dna e dell’Rna, ha partecipato e guidato numerose iniziative nazionali ed internazionali su larga scala.
  • Alessandro Vannini, biochimico, dirigerà il Centro di Biologia Strutturale dopo quasi otto anni passati nel Regno Unito in qualità di Principal Investigator e Deputy Head of Division al Institute of Cancer Research di Londra.
  • Giuseppe Testa medico, professore ordinario di Biologia Molecolare all’Università Statale di Milano e Direttore del Laboratorio di Epigenetica delle Cellule Staminali dell’Istituto Europeo di Oncologia, svilupperà e dirigerà il Centro di Neuro-genomica.
  • Francesco Iorio, bioinformatico, attualmente al Wellcome Sanger Institue e dal 2010 al Wellcome Genome Campus di Cambridge (Regno Unito) collaborerà con il Centro di Biologia Computazionale lavorando principalmente su metodi analitici per la farmaco-genomica, la scoperta di target terapeutici e il riposizionamento di farmaci.
  • Gaia Pigino, biologa, responsabile di un gruppo di ricerca al Max Planck Institute of Molecular Cell Biology and Genetics di Dresda (Germania), affiancherà Alessandro Vannini nello sviluppo del Centro di Biologia Strutturale.
  • Nereo Kalebic, biologo molecolare, ricercatore del Max Planck Institute of Molecular Cell Biology and Genetics di Dresda (Germania), collaborerà con il Centro di Neuro-genomica;
  • Florian Jug, informatico presso il Centre for Systems Biology di Dresda (Germania) dal 2012 e membro della facoltà del Max Planck Institute for Molecular Cell Biology and Genetics, collaborerà con il Centro di Biologia Computazionale.

 

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