Crisi di governo
tra ultimatum e vertici:
è tensione tra Pd e M5s

Si sono riaccesi i toni tra il Partito democratico e il Movimento 5 stelle e per questo motivo, il 31 agosto è stato convocato un vertice d’emergenza tra le due forze politiche e il premier incaricato. La riunione è durata oltre due ore, al termine della quale Graziano Delrio, capogruppo dei democratici alla Camera ha detto: «Abbiamo continuato l’approfondimento dei dossier insieme al presidente del consiglio incaricato, quindi abbiamo fatto ulteriori passi avanti. Adesso il presidente si incaricherà di fare una sintesi quasi definitiva del lavoro di oggi». Andrea Marcucci, capogruppo del partito democratico in Senato ha precisato invece che «sul fronte politico è chiaro che c’è bisogno di un chiarimento, ci aspettiamo che avvenga di qui a breve». Al vertice tra M5s, Pd e Giuseppe Conte erano presenti infatti i capigruppo pentastellati Francesco D’Uva e Stefano Patuanelli e i capigruppo del Pd, Graziano Delrio e Andrea Marcucci. Stefano Patuanelli, ha commentato l’incontro dicendo che «abbiamo continuato la ricognizione sui temi, vedremo nelle prossime ore, la ricognizione è andata bene. Stiamo lavorando». Francesco D’Uva, invece, ha dichiarato: «Abbiamo parlato di programmi e del documento che abbiamo già condiviso per vedere se si può andare incontro alle istanze di tutte le forze politiche interessate. Si sta lavorando per andare avanti. I tempi? Il prima possibile’».

Dopo le consultazioni e l’incarico per formare un nuovo governo assegnato a Giuseppe Conte, l’atmosfera era infatti diventata nuovamente tesa. A rendere più complessa la trattativa è stato proprio Luigi Di Maio. «Abbiamo presentato alcuni punti che riteniamo imprescindibili. Se verranno accolti bene, altrimenti meglio andare al voto e, aggiungo, anche presto». La lista infatti si è allungata. Ai 10 punti presentati qualche giorno prima delle consultazioni, se ne sono aggiunti altri 10. Il Pd non ha apprezzato le parole del leader pentastellato. «Basta con gli ultimatum o non si va da nessuna parte», ha dichiarato il segretario Nicola Zingaretti dopo aver annullato un incontro previsto con Di Maio.

A commentare la nuova “crisi” c’è pure Paolo Gentiloni, che non ha partecipato alla festa dell’Unità prevista per la sera del 31 agosto, «Non pretendo uno sprint, ma un’accelerazione gioverebbe. Alle possibilità di risolvere la crisi e soprattutto alla dignità della politica. Aspettando Rousseau».

 

Non ha esitato a intervenire anche Alessandro Di Battista che ha definito le reazioni del Pd un «paradosso». «È paradossale il fatto che quelli del Pd considerino «ultimatum» idee e soluzioni sacrosante per il benessere collettivo. Luigi ha parlato come ha il dovere di parlare il Capo politico del Movimento. Ha parlato come avrei parlato io e migliaia di attivisti. Ha parlato a nome di un Movimento che un anno e mezzo fa ha vinto le elezioni proprio perché ha proposto gli stessi temi di ieri».

 

Anche Matteo Salvini non si è risparmiato nei commenti rivolgendosi direttamente al capo dello Stato. «Basta, metta fine a questo vergognoso mercato delle poltrone, convochi le elezioni e restituisca la parola e la dignità agli Italiani».

 

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