Dalla piazza al cinguettio: per le elezioni a tutto social arriva #Italia2018

Stravincono i vuoti. Quelli delle plance elettorali che, un tempo ricoperte di manifesti, sono rimaste spoglie. È questa la mesta metafora di una campagna elettorale che si è svolta lontana dalla gente, in cui i leader dei partiti si sono sfidati a distanza parlando dall’alto di nuovi pulpiti virtuali quali Twitter e Facebook. Il vuoto però produce spazio, ed è qui che si inserisce un progetto come #Italia2018 che mira ad analizzare e monitorare il nuovo linguaggio che ha permeato la politica nel corso dell’ultima campagna: quello social.

Per la redazione di StartupItalia!, la piattaforma online madre del progetto a cui partecipano ex studenti del Master di giornalismo IULM, questa non è la prima esperienza in materia di elezioni; ricalca infatti un format realizzato durante le politiche del 2013. Eppure davanti a uno spazio di informazione come #Italia2018 è difficile non rimanerne incuriositi; colpisce infatti l’ampiezza e l’importanza che StartupItalia!, sito che si occupa di innovazione, idee imprenditoriali e tecnologie, dedica alla campagna elettorale più social degli ultimi anni in un modo che sembra stridere con i temi fondanti della piattaforma. È nella parola “futuro” che vi si trova risposta poiché tutto in StartupItalia! è rivolto al domani, nella speranza che i temi di cui generalmente si occupa, diventino parte dell’agenda politica del prossimo governo.

Così nasce Italia2018 che da un mese racconta la politica dal punto di vista dei social network e lo fa anche partendo dai numeri. La redazione infatti analizza, servendosi dell’agenzia TheFool e dell’algoritmo israeliano Crimson Hexagon, i contenuti pubblicati e condivisi dagli utenti per capire quali siano i partiti e i candidati più menzionati (li batte tutti il segretario del Pd Matteo Renzi con quasi 300 000 menzioni), gli hashtag più utilizzati (è il caso di #M5S) e i tweet più condivisi.

A queste considerazioni rese note anche attraverso l’uso di infografiche, si aggiungono quelle sull’attività social dei candidati e leader dei partiti stessi. I più attivi? In assoluto i rappresentanti del centrodestra e della destra: l’esponente della Lega Matteo Salvini svetta dall’alto dei suoi 1.053 interventi, seguito dall’ex Cavaliere Silvio Berlusconi a quota 745, e quindi da Giorgia Meloni. Più dormiente è invece la coalizione di centrosinistra. Matteo Renzi, impegnato da qualche giorno a convincere gli automobilisti indecisi con la sua bicicletta, nel 2018 si è quasi eclissato e infatti viene superato dall’alleata di +Europa Emma Bonino: 229 a 373 interventi.

Passato ormai l’ultimo giorno utile per pubblicare le intenzioni di voto degli italiani, siamo entrati adesso nel pieno della campagna elettorale. I sondaggisti si sono silenziati e con loro anche quelli che hanno da sempre cercato di aggirare il divieto di pubblicazione. E così nei pochi giorni che mancano alle elezioni, quando il ricordo dei sondaggi clandestini travestiti da “voci dal conclave” e “corse di cavalli” sembra ormai lontano, sono le parole che i candidati condividono sui social quelle che fanno più rumore. Per questo motivo #Italia2018, oltre che alla frequenza dei loro cinguettii, è attenta anche alla natura di questi proclami comodi, quelli di qualche hashtag e poche righe. Cosa dicono i candidati? E come lo dicono? Se Emma Bonino appare la sola a parlare delle proprie intenzioni, dal caso limite Matteo Salvini (che dal 1 gennaio 2018 ha nominato se stesso 346 volte) sino a Matteo Renzi, nei loro interventi non vi è traccia di programmi, ma solo di autoreferenzialità. C’è poi anche chi come Berlusconi nomina molto tutte le trasmissioni in cui compare. E sono tantissime.

È l’ennesimo vuoto che progetti come #Italia2018 mirano a colmare permettendo agli utenti di trovare e scaricare facilmente il programma relativo a 31 formazioni in corsa per le elezioni.
Il sito offre inoltre un servizio anche per i candidati stessi che possono inserire dati e credenziali per creare la propria pagina previo controllo redazionale. Oltre ad alcuni della Lega e del Movimento 5 Stelle, tra i 150 candidati presenti sulla piattaforma sono stati principalmente quelli appartenenti alla nuovissima formazione 10 volte meglio a inserirsi nel form autonomamente, vicini per la natura della propria lista al mondo delle startup italiane.
In campagna elettorale però c’è sempre spazio per il motto di spirito. Si ride e forse si piange anche, leggendo i post più bizzarri condivisi dai politici che la redazione di #Italia2018 raccoglie nella rubrica “Il peggio della settimana”. C’è la fotografia di Matteo Salvini in cui fa colazione mangiando una banana davanti al Mercato di via Osoppo; e ancora l’umorismo particolare dell’esponente di Liberi e Uguali Giuseppe Civati i cui tweet, nonostante l’intenzione di suscitare una risata, appaiono sempre poco convincenti (tra questi: «Non è Casini che è diventato del Pd, è il Pd che è diventato Casini»). C’è anche il nuovo sito internet di Berlusconi che, con le sue poche icone e il volume stereofonico, sembra essere pensato come piattaforma per gli anziani (e che non è inserito ne “Il peggio della settimana” ma fa sorridere comunque).

Tra analisi ragionate e una scrittura spesso vivace, nella campagna del silenzio di piazza qualcuno il vuoto riesce quindi a colmarlo positivamente. Qualcuno che in vista del 4 marzo ci invita a resistere alla rassegnazione o, almeno, a esserne consapevoli.

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