Falcon Heavy, lancio riuscito
Musk apre la rotta per Marte

Il Falcon Heavy 9 di Elon Musk è stato lanciato con successo intorno alle 22 italiane del 6 febbraio. Nonostante ci fossero «buone possibilità che il veicolo non arrivi in orbita, quindi le nostre aspettative devono essere coerenti» come diceva scaramanticamente Musk, e dopo un paio di rinvii causa maltempo ad alta quota, tutto è andato per il meglio. E adesso una Tesla è in viaggio verso Marte.

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Il super razzo, dotato di tre Falcon 9 (fanno 27 motori e una spinta pari a quella di 18 Boeing 747), è il più potente a disposizione dell’uomo. SpaceX, l’azienda aerospaziale di Musk, ha dimostrato a tutti i suoi potenziali clienti di essere in grado di portare in orbita un carico di una tonnellata e mezza. Oggi è un’auto elettrica, domani potranno essere satelliti o altri oggetti orbitali, dopodomani magari un equipaggio di astronauti.

L’orbita eliocentrica pensata per la Tesla: tra la Terra e Marte, sfiorando l’orbita esterna di quest’ultimo

A questo punto, occorre una precisazione: l’auto non atterrerà mai sul suolo marziano. Principalmente, il motivo è dato dai protocolli Nasa, che impediscono di far atterrare oggetti non perfettamente sterilizzati sui pianeti extraterrestri, per evitare contaminazioni. Secondo i piani, la Tesla doveva entrare in un’orbita eliocentrica che nel punto più lontano dal Sole (afelio) avrebbe toccato l’orbita esterna marziana. Si tratta di un movimento che, sebbene non possa portare l’auto su Marte, simula un possibile trasferimento sul pianeta rosso. Per questo motivo, si può dire che il viaggio programmato da Musk abbia aperto la via per Marte. Almeno nelle intenzioni. Perché nella realtà la Tesla ha deviato dal percorso originario e si sta stabilizzando in un’orbita tra Marte e Giove, all’interno della fascia di asteroidi:

Inoltre, se per questo pianeta la strada – e la ricerca – è ancora lunga, c’è un traguardo ben più vicino a noi che non aspetta altro che di essere raggiunto dopo 50 anni dall’ultima volta. La Luna. È il futuro immaginato da Musk, un futuro in cui le gite interplanetarie non saranno semplici come quelle in barca, ma sicuramente realizzabili.

Per farlo, però, bisogna abbattere i costi. Ecco perché SpaceX, l’azienda di Musk, ha lavorato a lungo sui sistemi di rientro dei razzi. Da questo punto di vista, il primo lancio del Falcon Heavy è stato un successo quasi totale.

Dopo otto minuti dal distacco da terra, i due booster laterali del super razzo sono atterrati, con una danza perfettamente sincronizzata, nelle piattaforme prestabilite a Cape Canaveral. Poco più tardi, il razzo centrale ha tentato l'”ammaraggio” sulla piattaforma galleggiante OCISLY (Of Course I Still Love You) nell’oceano al largo della Florida, ma le fonti ufficiali di SpaceX non hanno ancora confermato il completamento dell’atterraggio. I due Falcon 9 laterali erano già di seconda mano, avendo già effettuato delle missioni precedenti, e adesso potranno essere utilizzati una terza volta.

Dal punto di vista dello show, Musk non si è fatto mancare niente. Numerose videocamere hanno permesso di trasmettere l’evento in diretta streaming in tutto il mondo. E il video ha già superato i 10 milioni di visualizzazioni:

Tra tutte le inquadrature, le più suggestive sono quelle dall’interno della Tesla. Al termine dell’evento principale, è stata attivata su YouTube una diretta streaming proprio dalle camere dello “Starman”: oltre quattro ore in cui è stato possibile seguire la prima parte del viaggio.

Il 25 gennaio il Falcon Heavy era stato acceso per lo static fire. Per l’occasione avevamo analizzato il super razzo.

 

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