Puigdemont: «Posso governare dal Belgio con la tecnologia»

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Carles Puigdemont, deposto presidente catalano e in esilio in Belgio, ha dichiarato a Catalunya Radio che «è possibile governare da Bruxelles» grazie all’uso delle tecnologie, cosa che – come ha precisato – non potrebbe fare dal carcere. Il fronte indipendentista, che ha la maggioranza assoluta nel Parlament catalano, fa quindi pressione affinché Puigdemont sia investito presidente per via telematica, senza dover rientrare in Spagna.

L’ ex presidente della Generalitat intanto, insieme ai neo deputati della lista JxCat in esilio a Bruxelles Clara Ponsati e Lluis Puig, ha chiesto alla nuova presidenza del Parlamento di poter delegare il loro voto. La stessa richiesta è stata accolta, inoltre, per i tre deputati ancora in carcere Oriol Junuqeras, Jordì Sanchez e Joaquim Forn. Nel frattempo Roger Torrent, neo presidente del Parlament catalano costituito mercoledì 17 gennaio, ha avviato i colloqui per la designazione del candidato alla presidenza della Catalogna, prevista per il 31 gennaio.

Il premier Mariano Rajoy minaccia, invece, di prolungare il commissariamento ex-articolo 155, qualora il leader indipendentista venisse rieletto dall’esilio senza tornare in Spagna. Puigdemont ha auspicato di vedere nuovamente in qualità di numero due del Govern catalano il vicepresidente uscente Oriol Junqueras, da due mesi in detenzione preventiva a Madrid: «Si può tenere in carcere un vicepresidente eletto? – ha dichiarato – è una situazione selvaggia, ogni giorno che passa in carcere è un giorno di ingiustizia». (bb)

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