Brexit, per il Ministro Johnson «fermarla sarebbe uno sbaglio disastroso»

L’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea, la Brexit, programmata per il 2019, continua a far discutere per le ripercussioni sull’economia inglese.

Resiste la campagna ‘Remain’ da parte di coloro che intendono rovesciare il risultato del referendum sull’uscita dall’UE del 23 giugno 2016, che ha sancito il ‘si’ al ‘Leave’.

Mentre il leader dei Labour, Jeremy Corbyn, resta scettico sui benefici della Brexit propagandati ostinatamente dal governo di Theresa May, il ministro degli Esteri, Boris Johnson, è convinto che «fermarla sarebbe uno sbaglio disastroso».

In un discorso tenuto a Londra, Johnson rassicura il Paese sui vantaggi dell’uscita dall’Unione europea, «che non è motivo di paura, ma di speranza», sottolinea. Il Paese «resterà aperto ai talenti in arrivo dal resto del Mondo», conclude.

E conferma l’impegno «incondizionato e immutabile» della Gran Bretagna per la difesa dell’Unione europea, anche dopo l’addio di Londra.

Johnson parla di una ‘Brexit liberal’, definizione che infiamma il dibattito interno. Il ministro viene immediatamente attaccato su Twitter da Guy Verhofstadt, leader dei liberali europei e emissario del Parlamento di Strasburgo nei negoziati per l’uscita di Londra dall’EU. «Mettere barriere al movimento delle merci e delle persone e suggerire che l’identità dei cittadini possa essere solo nazionale non è affatto liberal»,  sostiene Verhofstadt

I membri del Partito labourista accusano Johnson di aver mentito riguardo al risparmio economico della Brexit. Sotto la lente di ingrandimento i 350 milioni di sterline alla settimana propagandata sui bus durante la campagna referendaria del 2016. (chc)

 

 

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