Vivendi, Bolloré in stato di fermo con l’accusa di corruzione

Il finanziere francese Vincent Bolloré è in stato di fermo per la corruzione di funzionari pubblici stranieri in una vicenda legata a concessioni portuali in Togo e Guinea, secondo quanto riporta l’edizione online di Le Monde. Attualmente, Bolloré è interrogato negli uffici della polizia giudiziaria di Nanterre, vicino a Parigi.

Il gruppo dell’imprenditore francese ha smentito formalmente ogni irregolarità in Africa attraverso la sua filiale Sdv Afrique tramite un comunicato diffuso a Parigi. Il gruppo afferma che le operazioni contestate si sono svolte «in completa trasparenza» e che l’odierna audizione di Bolloré «permetterà di chiarire in modo utile alla giustizia queste questioni».

L’ipotesi di reato riguarda delle consulenze che Havas, filiale pubblicitaria del gruppo Bolloré, avrebbe fornito per far raggiungere posizioni di potere ad alcuni dirigenti africani, in cambio delle concessioni sulla gestione dei porti di Conakry e Lomé, rispettivamente capitali di Guinea e Togo. Già nel 2016 la sede africana del gruppo era stata oggetto di perquisizioni, nell’ambito di un’inchiesta aperta nel 2012.

Intanto, il gruppo Bolloré perde punti alla Borsa di Parigi, lasciando l’8,9% sul terreno nonostante le smentite sulle presunte attività irregolari. Perde quasi un punto percentuale anche Vivendi, l’impresa di media e comunicazioni che nel 2016 aveva tentato la scalata al gruppo Mediaset, divenendo proprietaria del 29% delle quote dell’azienda milanese.             (af)

 

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